by

Abolizione superbollo auto, IPT sostituita e addio al PRA: tutto rinviato

Lunedì 16/06/2014 da Fabiano Polimeni in Auto 2014, Consigli e Guide

    superbollo 620x310

    Venerdì 13 giugno doveva essere la data buona per intervenire anche sul settore auto da parte del governo, inserendo misure come l’abolizione del superbollo, la riconversione dell’Ipt in Iri e il superamento del Pra nel decreto di riforma della Pubblica Amministrazione. Niente di fatto, i provvedimenti attesi slittano in avanti, senza l’indicazione di una data certa.

    La bozza del Ddl
    Sarà la volta buona? Speriamo. Abolire il superbollo, ridefinire l’Imposta provinciale di trascrizione a favore delle Regioni, sostituire il PRA con un documento unico che inglobi anche la carta di circolazione: sono questi alcuni degli interventi contenuti nella bozza di ddl (Disegno di legge; ndr) al vaglio del governo venerdì 13 giugno. Il testo, se approvato, passerà poi all’esame del Parlamento, con i conseguenti tempi biblici prima di diventare legge. Se tutto andrà bene, senza intoppi, potremmo avere il provvedimento pienamente in grado di esplicare i propri effetti nel 2015. Ma vediamo quali modifiche si prospettano per gli automobilisti.

    Le nuove disposizioni rientrano nel più ampio piano di riforma della pubblica amministrazione e prevedono la cancellazione del superbollo (introdotto nel 2011 dal governo Berlusconi e perfezionato dal governo Monti) sulle auto con oltre 185 kw di potenza, la cancellazione dell’IPT e del certificato di proprietà. L’IPT, in ragione anche dell’abolizione delle province, diventerà IRI (Imposta regionale d’immatricolazione), di fatto si avrà una sostituzione del soggetto beneficiario, grossomodo restando invariato l’impianto attuale. Le Regioni potranno far valere un’addizionale che potrà arrivare al 30% e il totale da pagare terrà conto della potenza del veicolo, delle emissioni inquinanti e della sua tipologia. Un vero e proprio risparmio, in questo caso, non sembra esserci.

    Quanto al certificato di proprietà, sarà sostituito dalla Carta unica del veicolo, sulla quale saranno riportati i dati relativi alla proprietà e dovrebbe – sebbene ancora questo non sia stato esplicitato nel testo – sostituire anche la carta di circolazione. Il risparmio dall’abolizione del Certificato di proprietà sarebbe di 27 euro, tuttavia, le nuove tariffe verranno definite con un decreto, entro 3 mesi dall’entrata in vigore della legge.
    E il PRA? Sarà depotenziato e svuotato di poteri. Resterà in capo all’Aci ma funzionerà come organo deputato a fornire dati sulla proprietà del veicolo; arriva, invece, l’Archivio Unico dei Veicoli e avrà sede al ministero delle Infrastrutture.

    L’ultima nota, che desta qualche perplessità, riguarda il bollo, quello che tutti paghiamo indipendentemente. ESCLUSIVAMENTE per il 2015 – ammesso che il provvedimento diventi legge entro quest’anno – le Regioni potranno far valere un aumento delle tariffe del 12%.
    Quanto resterà di questa bozza lo scopriremo solo alla fine, dopo che gli interessi delle varie lobby del settore avranno provato a capovolgere i punti evidentemente più controversi e a loro sfavorevoli. La certezza, al momento, è una sola: per un superbollo che è previsto vada via, c’è un aumento generalizzato e potenziale per tutti gli automobilisti. Quale Regione si lascerà sfuggire l’opportunità di rimpinguare le casse e incamerare quel +12%?

    Gli annunci mai realizzati
    A parole, e ribadiamo, a parole, il superbollo è una delle tasse da abolire. A dirlo è il vice-ministro dell’Economia Luigi Casero: «È un esempio di politica fiscale che va abbandonata. Molte misure del precedente governo sono frutto di un atteggiamento punitivo». Peccato che agli annunci non siano seguiti i fatti con la legge di stabilità 2014. L’impatto della tassa sulle auto con oltre 185 kw di potenza è stato devastante, portando un introito inferiore a quello che si è perso con le mancate immatricolazioni.
    Adesso spunta l’ipotesi di un passo indietro, oltre a paventare azioni di sostegno al settore dell’auto, come ha ancora ribadito Casero. Una nuova tornata di eco-incentivi? No, grazie. Non sembra essere la strada giusta da percorrere, almeno non nel medio periodo.

    In Spagna, una massiccia campagna di incentivi sull’acquisto di auto nuove ha portato a frenare la caduta libera, replicando i risultati del 2012. Il punto semmai sembra essere un altro, quello di rimettere potere d’acquisto stabile nelle mani dei consumatori, non già con campagne limitate nel tempo. Sulla stessa lunghezza d’onda si pone il Codacons.

    Quanto al superbollo , finora si è configurato come una sorta di tassa sul lusso con una soglia in realtà eccessivamente bassa e parametri legati all’età delle vetture che non hanno funzionato correttamente. Inaccettabile vessare i modelli con 5 anni di vita per intero, salvo poi scalare l’impatto fino alle auto più datate. Il superbollo dev’essere un’ennesima patrimoniale sulle auto di gran lusso? Bene, si colpiscano allora solo modelli con al massimo due anni di vita e potenze oltre i 300 cavalli.

    Il vostro sogno è di mettervi al volante di una bella sportiva, magari non più recente e trovata d’occasione sul mercato dell’usato? Dovrete fare i conti con il superbollo, odioso provvedimento introdotto un anno fa con l’obiettivo di colpire i proprietari di auto potenti e svuotare (ulteriormente) le tasche degli automobilisti.
    A tirare le somme un anno dopo ne vien fuori un quadro desolante. Al flop del gettito previsto – i 170 milioni di euro sono diventati concretamente una sessantina – si aggiunge una mazzata sulle transazioni di auto sportive e generalmente quelle più potenti.
    In un mercato già depresso, si attacca anche una porzione della clientela appassionata e non va meglio per le auto usate.

    Messa da parte la fetta di super-ricchi insensibili a cifre nell’ordine dei 10 mila euro l’anno per mantenere una Ferrari F12 Berlinetta, c’è un’altra quota di automobilisti che, guardando al mercato dell’usato, vorrebbe spuntare l’affare su vetture potenti, con qualche anno sulle spalle e prezzi tutto sommato accettabili.
    La gabella è pronta a colpirli – seppur con deduzioni via via maggiori con l’età dell’auto – perché se compri una quattro ruote nuova con più di 185 kilowatt, ti ritrovi a pagare ogni kw in eccesso la bella cifra di 20 euro.

    Come funziona
    Di per sé il bollo è tassa iniqua che andrebbe eliminata a prescindere, se non fosse che per l’erario è un’importante fonte di gettito. Così, tante promesse a ogni tornata elettorale ma il bollo resta ben presente sulla testa degli automobilisti.

    Nel 2012, il governo Monti nell’emergenza finanziaria ha rincarato il peso della tassa di proprietà, decidendo l’imposizione di un superbollo per le auto più potenti, nello specifico quelle con più di 185 kw (251 cavalli).
    I modelli al di sotto di questa soglia pagano il bollo normale, con le tariffe previste da ogni Regione. Al di sopra dei 251 cavalli, la potenza aggiuntiva dell’auto viene tassata a 20 euro per kilowatt (1 kilowatt è uguale a 1,359 cavalli), da sommare alla tassazione già effettuata sui primi 185 kilowatt.

    Dodici mesi prima, nel 2011 era già stato deciso un superbollo che andava a colpire le auto con più di 225 kilowatt, tassando la potenza extra a 10 euro per kilowatt.

    Quando si paga il superbollo
    Le finestre tradizionali restano invariate, quindi la scadenza del bollo può avvenire nel mese di aprile, agosto o dicembre. Il pagamento, tuttavia, va effettuato nel mese successivo, quindi, maggio, settembre o gennaio.
    Il superbollo segue queste tempistiche. Per il pagamento va utilizzato il modello F24 e sul sito dell’Agenzia delle Entrate è presente l’applicazione per il calcolo e la stampa del modello con tutti i dati necessari.

    Superbollo, auto diesel
    L’ultima misura non fa differenza sulla tipologia di alimentazione dell’auto. A benzina o diesel, se si superano i 185 kilowatt si paga comunque il superbollo.

    Calcolo superbollo
    Abbiamo già visto come funziona la tassazione extra per i cavalli oltre i 185 kilowatt. Un approfondimento lo meritano le auto usate, visto che l’incidenza diminuisce con il passare degli anni. Un’auto nuova sconterà appieno i 20 euro/kilowatt sopra i 251 cavalli, mentre per un’auto con 5 anni di vita ci sarà una riduzione del 40%. Quindi da 20 euro/kilowatt si passa a 12 euro/kilowatt sopra i 185. Ancora inferiore sarà l’aggravio per auto con più di dieci anni, per le quali il superbollo sarà di 6 euro/kilowatt, mentre, si riduce a 3 euro/kilowatt la tassazione aggiuntiva per modelli con più di 15 anni di vita. Non è dovuto alcun superbollo nel caso di auto con più di 20 anni.

    Quanto alla deducibilità dei costi auto è stata ridotta dalla legge di stabilità per il 2013, passando dal 40 al 20% per i veicoli usati non esclusivamente come beni strumentali.

    SCRITTO DA Fabiano Polimeni PUBBLICATO IN Auto 2014Consigli e Guide Lunedì 16/06/2014