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Agip rifornisce GPL sporco e blocca le auto

Agip rifornisce GPL sporco e blocca le auto

Agip ha distribuito gpl sporco ed ha causato il bloccaggio del motore a migliaia di automobilisti in tutto il nord italia

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    Agip è nell’occhio del ciclone per avere distribuito del Gpl sporco a tantissimi automobilisti del nord Italia. I malcapitati clienti della Eni, capofila dei distributori Agip, sparsi lungo tutta la penisola, sono incorsi in un inconveniente mai capitato loro: l’auto che si blocca di colpo. Mai capitato perché, le auto alimentate con Gpl, sono di nuova costruzione e, quindi, nessuno si sognerebbe mai di pensare che la propria vettura, presa in concessionaria qualche mese prima, si possa fermare nel bel mezzo di un’autostrada oppure di un cavalcavia o in mezzo ad un passaggio a livello.

    Invece, centinaia di automobilisti sono rimasti in panne dopo avere fatto rifornimento di Gpl presso le stazioni di servizio targate Agip. A parte il momento di panico, dato dal fatto che è impossibile spiegarsi il blocco del motore, di punto in bianco, la pericolosità del fatto è davvero seria. Gli incidenti d’auto accadono all’ordine del giorno, specie per imperizia, ma farseli provocare da un distributore di Gpl è quasi una beffa.

    Si fa rifornimento per non restare a piedi, non per bloccarsi in mezzo ad una strada, col pericolo di subire delle lesioni gravi.

    I danni economici, possono essere calcolati, per ogni veicolo, intorno ai 500,00 euro, dovuti al traino della vettura ed alla riparazione. La città più colpita è stata Reggio Emilia, con circa 500 fermi auto segnalati. Un automobilista ha interpellato direttamente Eni-Agip tramite un avvocato.

    Ma qualcuno sta pensando di intentare una class-action contro il gigante petrolifero italiano che ha causato danni agli autoveicoli nuovi di fabbrica. Moltiplicando la cifra di 500 euro per diverse migliaia di auto, anche se ancora non se ne conosce l’esatto numero, la cifra totale che dovrebbe risarcire Agip si avvicinerebbe ai due o tre milioni di euro. Eni, intanto, ha promosso un’inchiesta interna per appurare la provenienza della partita di Gpl sporco.

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