Alcol alla guida: niente sanzione se tasso lievemente oltre la norma, parola di Cassazione

Alcol alla guida: niente sanzione se tasso lievemente oltre la norma, parola di Cassazione

Inutile dire che oltre che proibito è anche pericoloso guidare con un tasso alcolemico elevato, ma la Cassazione con apposita Sentenza regola la materia

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    Inutile dire che oltre che proibito è anche pericoloso guidare con un tasso alcolemico elevato, ma la Cassazione con apposita Sentenza regola la materia

    Che la guida in stato di ebbrezza rappresenti un vero pericolo per la sicurezza stradale propria ed altrui, non ci piove, del resto la percentuale di sinistri causati da questa causa, intorno al 40% di tutti gli incidenti della strada, anche mortali, lo confermerebbero.

    Oltretutto, la piaga dell’alcol alla guida è anche testimoniata, almeno dando un’occhiata alle statistiche, dall’aumentata incidentalità cui vanno incontro i giovanissimi al volante che, guarda caso, va di pari passo con l’aumentata abitudine di bere. Giusto, dunque, che si prevedano tutte quelle norme al Codice della Strada, anche restrittive, nei confronti di chi si fa sorprendere sotto i fumi dell’alcol mentre guida.

    Tuttavia, spulciando le Sentenze della Cassazione, appare strano che una di queste, che considera anche la necessità di una maggiore elasticità da parte del Legislatore di fronte a chi, pur avendo prevaricato il limite di alcolemia nel sangue, permesso dalla Legge, non rappresenta un pericolo, per via della condotta di guida tenuta, non venga adeguatamente richiamata e, invece, ci piacerebbe conoscere il pensiero degli addetti ai lavori su questo tema, compresa la testimonianza di coloro che, incagliati nelle maglie strette della Legge, hanno in animo di opporre ricorso alla sanzione, sfruttando quanto prevede la Suprema Corte.

    Ci riferiamo ad un pronunciamento della Corte di Cassazione che, con Sentenza n.

    16922/04 recita, testualmente che, “l’ automobilista che viene trovato alla guida in stato di ebbrezza, non perde i punti della patente se tiene una velocità moderata e se il tasso alcolemico è di poco superiore a quello fissato dalla normativa”. Secondo la Suprema Corte, cioè, spetterebbe al Giudice stabilire se lo stato di ebbrezza rappresenti, di per sé, motivo di pericolo o meno e se, da quello stato, ricorrano le motivazioni per un esercizio dell’ azione penale, con applicazione della normativa vigente.

    La decisione della Cassazione trae origine da un episodio avvenuto ad un automobilista che durante la guida della propria autovettura, aveva provocato un sinistro con conseguenti lievi danni e che fu trovato con un tasso alcolemico di poco superiore alla norma.

    Interpretando il pensiero dei Magistrati della Cassazione, pare di capire che, laddove si verifichi un incidente,il riscontro di uno stato di ebbrezza, di poco superiore alla norma, non possa essere inserito come nesso di causalità nel sinistro medesimo, visto che questo si sarebbe verificato ugualmente, non essendoci gli estremi per stabilire che la causa sia da attribuirsi al tasso alcolemico, lievemente fuori dalla norma.

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