Alfa Diva by Sbarro, un semplice antipasto?

Un'auto che ricalca la grande tradizione Alfa, anche perchè, per quanto ci si sia cimentati per elaborarne l'aspetto la paternità Alfa Romeo resta tutta, anche in fatto di prestazioni

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    Alfa Diva by Sbarro, un semplice antipasto?

    Un’Alfa Romeo pura, oppure un modello di transizione in attesa della tanto sospirata 8C Competizione? Se così fosse, Alfa Diva by Sbarro, altro non sarebbe che un modo come un altro per allenarsi a qualcosa di grande che si profila all’orizzonte e, poiché, i veri alfisti sono quelli che su questo tema vogliono avere l’ultima parola, che siano loro a giudicare la bontà o meno di una vettura come questa, a noi, il compito di tracciarne le linee generali.

    L’Alfa Diva è possente, con profili slargati e un assetto da competizione, la struttura è un misto che divide l’auto in due, anteriormente acciaio, posteriore una struttura tubulare. Dietro trova posto il possente propulsore, un 6 cilindri di 3,2 litri con una potenza di 290 cavalli e un cambio a sei marce Selespeed a trazione posteriore, come da antica tradizione Alfa Romeo. L’auto, a guardarla, sembra più massiccia di quanto denuncia la bilancia, 1.000 chili e ha prestazioni da vettura votata più per le piste che per le strade; una velocità massima di oltre 270 orari e un’accelerazione da 0 a 100 di 5 secondi.

    Il design è il frutto di un percorso stilistico quanto mai fedele alla tradizione della Casa di Arese in queste auto, coda tronca, linee fluenti che, improvvisamente, si irrigidiscono per riprendere il loro fluire deciso anteriormente, con i gruppi ottici di profilo particolare, quasi socchiusi e circolari posteriormente, oltre ad un’ampia bocca con delle possenti griglie per raffreddare il poderoso propulsore. L’apertura delle porte è alare e ci sembra questo il termine migliore da adottare, visto la spiegatura delle portiere che si inarca sopra l’auto. Internamente, l’abitacolo è sportivo, nel senso più ampio del termine, dove le comodità lasciano il posto ad una logica spartana come si addice a vetture per i circuiti da corsa.

    E, adesso, che altro dire….. che forse è meglio attendere la vera sportiva della Casa del Biscione e, in questa intesa, finiremo per considerare la Diva una semplice prova d’autore e nient’altro….. o no?

    Agli Alfisti, l’ardua sentenza!

    (Foto: Infomotori )