Alfa Romeo 164 Quadrifoglio: icona del lusso per il marchio del Biscione [FOTO e VIDEO]

Alfa Romeo 164 Quadrifoglio: icona del lusso per il marchio del Biscione [FOTO e VIDEO]

Riviviamo insieme la storia di Alfa Romeo 164 nella variante sportiva Quadrifoglio! La berlina di lusso di Arese è stata concepita da Fiat e Saab su base Lancia Thema

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    Parliamo oggi dell’Alfa Romeo 164 nella versione sportiva Quadrifoglio. Il progetto per la realizzazione di questa vettura è stato concepito con il brand italiano Fiat e quello svedese Saab che rispettivamente si avviarono alla produzione di Croma e 9000: auto che portarono i marchi ai vertici del segmento di mercato delle auto di lusso, quello finora capitanato da Audi 100, Mercedes Classe E, Bmw Serie 5 e Volvo 740 per citarne alcune.
    Le prestazioni e le performance sviluppate tanto su strada quanto soprattutto su pista ne facevano emergere quell’animo da vera sportiva di lusso con un piacevole rombo scaturito dal tre litri V6 studiato e concepito appunto per questa vettura.

    Fiat e Saab progettano la 164 su base Lancia Thema

    Siamo nel 1986 quando per il marchio del Biscione si inizia a sentire aria di crisi e la si percepisce ancor meglio, purtroppo, dal momento in cui viene ceduto al brand del Lingotto, Fiat. E’ da questo momento infatti che ci si rende conto che per salvare Alfa Romeo sarebbe utile fare un attento studio di sviluppo di nuovi modelli e non si volle perdere l’occasione per inglobarlo con un progetto che Fiat stava seguendo assieme a Saab per la realizzazione, per entrambi, di un modello in grado di conquistare una grande nicchia di clientela e che fosse in grado di dare grandi prestazioni nel pieno del comfort e del lusso che solo una berlina sapeva dare. Il tutto venne studiato sulla base telaistica di Lancia Thema!

    Tre gli “esami” da sostenere

    Per omaggiare i 76 anni di storia di Alfa Romeo nasce quindi la 164, auto che aveva sostanzialmente tre parametri da superare: quello di essere innanzitutto sportiva, elegante al contempo e bella per conquistare il pubblico, soprattutto gli amanti del marchio del Biscione. Una delusione forse per molti appassionati fu quella che da questo modello come per molti altri, per Alfa Romeo, si abbandonò la trazione sull’asse posteriore e venne quindi standardizzata alla concorrenza dell’epoca.

    Ciò nonostante però gli ingegneri del marchio non vennero meno alla realizzazione di una vettura competitrice nel segmento di mercato quale debuttava e dato l’animo sportivo delle corse che avevano, non si fecero mancare la versione all’estremo della sportività: quella appunto denominata Quadrifoglio.

    Tanto carattere sotto il cofano

    Non possiamo non parlare di cosa si “nascondeva” sotto al cofano. C’era infatti un vigoroso V6 tre litri, già comunque conosciuto e più volte testato, progettato dall’ingegner Giuseppe Busso. Questo propulsore non ebbe certo vita breve se si pensa che è stato montato per la prima volta in un’auto di serie al termine degli anni ’70 ed è rimasto in produzione fino alla fine del 2005 andando ad equipaggiare per anni i diversi modelli del brand torinese. Quando si parla di destino generalmente lo si fa per una cosa che non è così solita capitare ed in questo caso è proprio un segno del destino che dal momento in cui cessò la produzione di questo motore se ne andò anche il suo progettista, appunto Giuseppe Busso.

    Inizialmente questo propulsore era in grado di una potenza massima di 200 cavalli per i primi modelli a 12 valvole e venne potenziato ulteriormente in un secondo momento fino al raggiungimento di una potenza di 230 cavalli che non “disturbavano” durante l’uso cittadino ma si facevano ben sentire nel momento in cui si portava la 164 ad esempio nelle autostrade o addirittura in pista. Non è da tutti la guida di una vettura di queste dimensioni alimentata da un motore di questo calibro tanto che infatti venne rivisto il telaio della Thema in molti suoi punti e al conducente erano richieste manovre puntuali e ben precise onde evitare inconvenienti provenienti dal posteriore della vettura sebbene fosse di trazione anteriore.

    Miglioramenti meccanici

    Dopo il 1993 questa berlina italiana di lusso venne dotata di sofisticate sospensioni a controllo elettronico di semplice funzionamento.

    Quotazioni di mercato

    Ad oggi non sono certo basse le quotazioni per questa vettura che si spingono infatti da un minimo di 5.000 Euro fino ad un massimo, per le più recenti ed in ottime condizioni, di 10.000 Euro ma vi assicuriamo che li vale tutti. Non sono difficili i lavori di manutenzione ordinari sebbene possa sembrare sofisticato e “delicato” il V6 che sta sotto il cofano.
    Ciò che può dar problemi è il fatto che trovare pezzi originali della versione Quadrifoglio non è cosa sicuramente semplice.

    Dimensioni e peso, disponibile anche 4×4

    Se poi siete disposti ad oltrepassare le cifre in cui le 164 Quadrifoglio sono disponibili nel mercato dell’usato allora andate alla ricerca delle versioni Q4, quelle cioè dotate di trazione integrale. Lo studio per questa parte di meccanica è stato assai sofisticato tanto che infatti tra i due assi agisce un giunto viscoso sviluppato in partnership con Steyr-Puch e tra le ruote posteriori invece è in rotazione un differenziale autobloccante di tipo Torsen per non avere “inconvenienti” di brutti “giochi di coda” da parte di una vettura lunga da 467 centimetri, larga 176, alta 140 con un passo di 266 centimetri e con un peso complessivo di 1510 chili.

    Dona l’eredità alla 166

    Dal 1998 questa grande berlina di lusso è stata rimpiazzata sul mercato dall’Alfa Romeo 166 rimasta in produzione fino al 2007.

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