Alfa Romeo 75, con pochi soldi nacque un mito [FOTO]

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    Non navigava certo in acque tranquille Alfa Romeo nel 1985, quando festeggiò i 75 anni dalla nascita con un nuovo modello. Nuovo si fa per dire, perché l’Alfa 75 era un’operazione come tante ne vediamo oggi: meccanica condivisa, telaio pure, si cambiò il “coperchio”, per farla apparire altra cosa rispetto alla Alfetta e Giulietta.

    E il risultato centrò in pieno le aspettative. La matita disegnò un vestito spigoloso, tipicamente anni Ottanta. Un inseguirsi di trapezi che componevano frontale e coda, mentre la fiancata sfoggiava una fascia in plastica alla base dei finestrini, fino a creare lo spoiler sul bagagliaio.

    A trazione posteriore

    posteriore alfa 75

    Particolare, fino a diventare un rimpianto negli anni Novanta da parte degli Alfisti più convinti e di molti giovani. Tra le chicche, va ricordata la trazione posteriore, ultima Alfa Romeo ad averla, prima dell’inarrivabile 8C Competizione e della prossima al debutto 4C. Non solo. Insieme alla trazione posteriore c’era lo schema transaxle, con cambio e differenziale in blocco al retrotreno, soluzione oggi in voga sulle Maserati. Curioso anche il posizionamento dei dischi freno posteriori. Te li aspetteresti subito dietro le ruote, e invece no, perché erano accentrati accanto al differenziale.

    Originale come un’odierna berlina dello stesso segmento non potrebbe. Dove va inserita? Per dimensioni oggi sarebbe una segmento C, allora rappresentava il mondo delle berline medie, dove siamo abituati a veder spopolare la Bmw Serie 3 – presente anche allora -. E’ il pezzo mancante nel puzzle Alfa Romeo attuale, ci vorrebbe una 75 e ancora dovremo attendere. Le dimensioni? Lunga 4 metri e 33 centimetri, sfoggiava un’altezza da sportiva per i canoni odierni: appena 134 centimetri.

    E’ anche l’ultima Alfa ad aver fatto breccia negli States, perché la 164 proprio non funzionò. Ma al di là dell’Atlantico non si chiamava 75, bensì Milano ed era il 1986 quando venne lanciata. L’anno dopo in Italia sbarcò la versione 75 America, con motore turbo benzina e il la Quadrifoglio Verde da 188 cavalli.

    Prima serie

    interni alfa 75

    La prima serie fu protagonista dal 1985 al 1993, si presentava con due motori diesel e tre benzina, bi-albero e con due carburatori. Il millesei erogava 109 cavalli, 120 il milleotto, 128 il 2.0. Quanto al turbodiesel era opera della VM Motori di Cento, in grado di sviluppare 95 cavalli. Più prestazionale il V6 2.5 litri a iniezione, con 158 cavalli.

    Le più potenti versioni a benzina e diesel si caratterizzavano esteticamente per l’adozione dei cerchi in lega da 14 pollici, anziché i più piccoli da 13 delle altre motorizzazioni.

    Divenne famosa grazie all’introduzione in seguito del turbocompressore sul 1.8 litri, con una potenza che passò a 155 cavalli. Impegnata anche nelle competizioni, dal campionato Superturismo al Dtm, fino all’ITC, venne realizzata anche una serie celebrativa in appena 500 pezzi.

    Seconda serie

    Dal 1988 al 1993 toccò alla seconda serie, contraddistinta da interventi sui gruppi ottici posteriori, la calandra e l’introduzione dell’iniezione elettronica Bosch sui motori 1.6 e 1.8, oltre al due litri Twin Spark, al debutto nel 1987 sulla prima serie.

    Più confort nel 1990, con il servosterzo di serie sulla Turbo Quadrifoglio Verde da 165 cavalli, mentre la versione V6 3 litri garantiva bene 192 cavalli. Nel 1991 iniziò la parabola discendente, nonostante la produzione di 3.500 pezzi numerati della 2 litri Twin Spark e mille della 1.8 Turbo: sedili Recaro, volante e leva del cambio in pelle, specchietti in tinta carrozzeria e cerchi in lega speciale la distinguevano dalle altre 75.

    La sostituta arrivò nel 1992 ed è destinata a esser vincente nelle competizioni: Alfa Romeo 155. Si abbandonò la trazione posteriore e quell’anno la 75 venne commercializzata solo con motore 1.6 iniezione catalizzata e 2 litri turbodiesel.

    Leggendaria sarà la versione IMSA Gruppo A1, con un peso di appena 976 kg e motore 1.8 litri turbo da 400 cavalli: 300 orari di velocità massima e uno zero-cento da supercar: 4.87 secondi.