Alfa Romeo Diva, come migliorare l’opera di un designer

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    Alfa Romeo Diva, come migliorare l’opera di un designer

    Ecco la concept Diva, realizzata per conto di Alfa Romeo da Franco Sbarro e dalla sua Espera, nota scuola svizzera di design. Fedele al suo stile, il designer ha realizzato una sportivissima due posti che propone interessanti spunti stilistici. A colpo d’occhio si riconosce subito il DNA Alfa Romeo, soprattutto nel frontale che ricorda la 8C Competizione.

    In basso al centro, lo scudetto triangolare che caratterizza l’attuale gamma Alfa è stato sostituito dalla sola forma perimetrale, lasciando una profonda presa d’aria. Altrettanto interessante è la soluzione delle due piccole ali che, dal mezzo, portano ai gruppi ottici; queste appendici aerodinamiche, oltre ad apparire vistosamente insolite, creano portanza ad alta velocità aumentando l’aderenza dell’avantreno.

    I gruppi ottici, sia anteriori sia posteriori, sono composti da futuristici led. Muovendosi lungo la fiancata, si apprezzano le porte con apertura verticale, i cui cristalli curvano fino al tetto. Tra i sedili e l’assale posteriore si trova il motore, a cui arriva copiosa l’aria, grazie alle prese dietro alle porte.

    Infine si arriva al posteriore, davvero convincente: si riprende il motivo del cristallo posteriore delle Ferrari 430 e 360, che mostrano la testa del propulsore che, per l’occasione, è verniciata di rosso. Il disegno dei gruppi ottici, nella sua semplicità, si presenta accattivante, oltre a richiamare – nuovamente – la produzione del cavallino degli anni ’70-’80. Tutta nuova, invece, la scelta di collocare i tubi di scarico subito sotto lo spoiler e in posizione centrale.