Alfa Romeo, sette nuovi modelli entro il 2018

Alfa Romeo, sette nuovi modelli entro il 2018

Il futuro Alfa Romeo si preannuncia ricco di novità, almeno stando alle indiscrezioni

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    Le voci si rincorrono da tempo e spesso sono incontrollate. Meglio attendere l’ufficialità sulle prospettive Alfa Romeo, quella targata 6 maggio 2014, quando verrà svelato il piano (l’ennesimo) industriale, gli investimenti e i modelli da lanciare sul mercato. Nell’attesa, le indiscrezioni su quello che sarà il futuro della casa italiana arrivano dai tedeschi di Auto Bild, secondo i quali sarebbero sette i nuovi modelli per assaltare i segmenti di alta gamma, quelli in cui vuole specializzarsi Alfa Romeo.
    E chi ha tirato fino a oggi la baracca? Non ci sarà più posto né per MiTo né per Giulietta, abbandonando due segmenti considerati meno strategici per la nuova Alfa Romeo, almeno con le carrozzerie “tradizionali”.

    Portare il marchio tra le berline medie e grandi, offrendo varianti crossover, tre volumi e station wagon, potrebbe essere operazione teoricamente corretta. Il tutto a patto di offrire auto che abbiano come punti cardine uno stile convincente, propulsori di assoluto rilievo e un piacere di guida che deve passare obbligatoriamente da un rilancio della trazione posteriore.
    Per aderire a queste esigenze, si partirà con la creazione di un nuovo pianale, ribattezzato Giorgio e prevedibilmente una derivazione del M157 adottato sulla Ghibli (a sua volta è l’M156 della nuova Quattroporte, accorciato; ndr). L’architettura vuole motore anteriore e trazione posteriore, con l’alternativa dell’integrale.

    Il percorso “suggerito” da Auto Bild individua nel 2016 l’arrivo della spider progettata congiuntamente alla Mazda MX-5, sebbene recenti rumors abbiano sollevato alcuni dubbi sull’effettiva realizzazione del modello, poi nel 2017 arriverebbe la Giulia berlina (nella gallery, un rendering) , rimpiazzo della 159. Oltre alla tre volumi di segmento D – dove si scontrerebbe con Mercedes Classe C e Bmw Serie 3 – un’altra sedan più grande, in zona Serie 5/Classe E, vedrebbe la luce entro il 2018 e sarebbe completata dalla variante station wagon, al pari della Giulia. Il nome identificato per l’Alfa di rappresentanza sarebbe Alfetta.

    Alfa Romeo 4c Spider al Salone di Ginevra 2014

    Nel 2017 largo anche al primo di due crossover, quello dalle dimensioni compatte che lascerebbe pensare al presidio unico del segmento C; l’alternativa più imponente, un suv di taglia superiore, arriverebbe un anno più tardi. L’obiettivo, una volta a regime la nuova produzione Alfa, è di passare dalle 100 mila unità annue al mezzo milione di veicoli prodotti: traguardo ambizioso, non impossibile da raggiungere, specialmente se si osservano i risultati ottenuti da Maserati. Ma resta un interrogativo: la nuova Alfa Romeo, fino a che punto si integrerà con la produzione Maserati, nella fattispecie la Ghibli, e quanto è elevato il rischio di rubarsi a vicenda clienti con modelli molto simili tra loro?

    Ce lo spiegherà Marchionne, maggio è dietro l’angolo.

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