Ambiente: Greenpeace critica l’Unione Europea

Ambiente: Greenpeace critica l’Unione Europea

La nota associazione ambientalista Greenpeace critica aspramente l'Unione Europea a proposito dei pochi sforzi che, a dire dell'Associazione, sarebbero stati compiuti dalla UE nei confronti dell'ambiente

da in Blocco traffico, Mondo auto
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    Non del tutto soddisfatta Greenpeace sugli obiettivi prefissi dalla Ue nei confronti della tutela dell’ambiente e della lotta all’inquinamento. Insomma, secondo Greenpeace,l’orientamento del Vecchio Continente verso tematiche tanto importanti come quelle che mirano ala tutela ambientale sono troppo timidi e gli sforzi fatti dai diversi Stati della Ue per abbassare anche i consumi, per non parlare delle emissioni inquinanti non sarebbero del tutto efficaci, visto che sicuramente si sarebbe potuto fare molto ma molto di più!

    Proprio in virtù dell’impegno che la Comunità Europea è assunta al fine di fissare gli obiettivi ai fini della lotta all’inquinamento, Greenpeace fa notare che tali limiti sono troppo poco ambiziosi, visto che su disposizione della UE si parla di imporre margini, ai fini delle emissioni di Co2 delle auto poste in vendita,nell’ordine dei 130 grammi di CO2 per kilometro entro il 2015 e 95 grammi di CO2 per kilometro entro il 2020″. La nota Associazione ambientalista invece richiede a tutti i ministri dell’industria europei l’adozione di una strategia sui veicoli ‘verdi’ e a basso consumo. Chiediamo all’Ue di fissare obiettivi più ambiziosi: 80 grammi di CO2 per kilometro entro il 2020 e 50 grammi di CO2 per kilometro entro il 2030.

    Secondo l’associazione, che fa riferimento a uno studio realizzato dal Centro inglese per la Responsabilità e la Sostenibilità (BRASS), è possibile raggiungere l’obiettivo di 80 grammi di CO2 al 2020 attraverso soluzioni quali l’aumento delle auto ibride ed elettriche e il passaggio ad auto più piccole e meno potenti. “I ministri dell’industria europei – conclude Greenpeace – devono riconoscere che l’unico modo per rilanciare la competitività del settore automobilistico europeo è indirizzarlo verso veicoli a bassi consumi e basse emissioni.

    Ma questo è possibile solo con una normativa ambiziosa e limiti più stringenti”.

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