Anche il ciclista è una specie protetta

Anche il ciclista è una specie protetta

Attenzione ai ciclisti, la Legge, come i pedoni, li considera gli utenti deboli della strada

da in Mondo auto
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    Ciclista

    Nella guida in auto, a molti sfuggono particolari circa il rapporto da tenersi nei confronti degli altri utenti della strada, cosidetti “minori”, come pedoni e ciclisti, ma non per questo di minor significato rispetto agli automobilisti, anzi, è bene sapere che chi cammina a piedi in strada o in bicicletta è considerato, a tutti gli effetti, per la Legge, una sorta di “specie protetta”.

    Così, dopo aver esaminato il caso dei pedoni, vediamo come la Legge tutela i ciclisti con tutta una serie di situazioni, spesso frequenti in strada, regolate a…. colpi di Sentenze della Cassazione.

    Uno dei casi, rari, per la verità ma accaduti e, ahimè che possono ripresentarsi, è l’eventuale incidente che potrebbe verificarsi fra un’auto e un ciclista ubriaco che guida il mezzo a due ruote con andatura incerta o svicolando improvvisamente nel bel mezzo della carreggiata. In questo caso, verificatosi recentemente, il giudice ha dato torto all’automobilista obbligando a risarcire il ciclista anche se in stato di ebbrezza nonostante lo stesso Codice della Strada, all’art.186, vieti la conduzione di mezzi a motore e non, quando si è bevuto alcol oltremisura. Generalmente, comunque, laddove si riesca a dimostrare che il comportamento del ciclista era tale da rendere difficile, se non impossibile addirittura un incidente, all’automobilista viene riconosciuto almeno il concorso di colpa.

    Un’altra frequente infrazione commessa dai ciclicti, è inoltre, la guida contromano; è ovvio che le regole del Codice della Strada valgono anche per i conducenti di questi mezzi a due ruote, cosicché, nell’ipotesi di un incidente causato da un ciclista che procedeva contromano, lo stesso verrà sanzionato per questo fatto, ma attenzione, secondo la Legge, toccherà all’automobilista coinvolto in un sinistro causato dalla condotta di guida del ciclista, dimostrare il nesso fra la propria condotta di guida e la responsabilità del ciclista stesso.

    Anche nel caso in cui il ciclista non rispetti uno stop o svolti improvvisamente, paradossalmente, in caso di sinistro con un automobilista, ci sono state diverse sentenze della Cassazione a dar ragione al ciclista nonostante avesse commesso un’infrazione, mentre all’automobilista è stato riconosciuto il concorso di colpa. Sicuramente sembra strana la condotta della Corte di Cassazione in specie, ma un’attenta riflessione ci fa comprendere come le decisioni della Suprema Corte siano più ispirate al buon senso che all’interpretazione della Legge alla lettera. Ciò in quanto, proprio nel caso dei ciclisti, non essendoci una regolamentazione che vieti la guida delle biciclette ai minori, ci si può imbattere nel caso di un bambino che non rispetti le elementari regole del Codice della Strada ed inoltre, a differenza di quest’ultimi, l’automobilista disponendo di un mezzo completo, da un punto di vista tecnologico, dovrebbe essere sempre, o quasi, in grado di anticipare le mosse del ciclista scongiurando un’eventuale impatto.

    Anche ragazzi in monopattini o skateboard sono protetti dalla Legge, la quale li sanziona anche se circolano sul marciapiedi e spesso, salvo autorizzazioni particolari, sulle piste ciclabili, ma in strada, è compito dell’automobilista evitare un incidente ed un impatto con questi “scapestrati”.

    Ed infine, in caso di incidenti fra due utenti della strada, classificati come deboli, come sono pedone e ciclista, in caso di sinistro, come ci si regola di fronte alla Legge? In questo caso, la norma prescrive che ad avere torto è l’utente più indisciplinato e, sempre in questo caso, potrebbe esserlo anche il pedone.

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