Area C Milano: il Comune dovrà rimborsare ticket e multe?

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    Entrata in vigore dell'Area C per il centro di Milano

    Non si placano le polemiche sull’ormai famigerata Area C di Milano, quella zona cittadina per la quale gli accedenti devono far fronte ad un pagamento di un ticket. Dopo aver sperimentato lo spegnimento delle telecamere negli accessi di tale zona a traffico limitato, concessa dal Consiglio di Stato su richiesta del gestore di un garage nel centro di Milano, ora il Comune di Milano rischia di dover restituire quanto pagato in pedaggi da gennaio 2012. Gennaio fu infatti il mese in cui è diventata operativa l’Area C Milano, e questa sorta di “rimborso” è dovuta a tutti coloro che hanno usufruito della stessa per operazioni di transito di qualsivoglia genere come carico/scarico merci.

    La Giunta comunale ha, tra i suoi progetti, l’intenzione di adottare una nuova delibera per far riaprire a settembre l’Area C sotto gli occhi delle telecamere. Qualcuno, in questo caso, potrebbe impugnarla e farla nuovamente bocciare: si pensi ad una raccolta di firme da parte di coloro che spesso, per motivi di vario tipo sono costretti a far uso della stessa. Il fatto che Milano marci su quest’Area è dovuto anche perché qui continua a non esserci il Piano urbanistico del traffico necessario per poter deliberare sull’assetto della circolazione, senza il quale i comuni non potrebbero subordinare a pedaggio l’ingresso in zone a traffico limitato: le famose ztl.

    Quindi tra la sospensiva del Consiglio di Stato da una parte e una nuova delibera per poter ripristinare l’Area C dall’altra, sul Comune di Milano pende un’insicurezza e responsabilità comportate dall’assunzione di un grande potere che potrebbe venir meno il prossimo 14 novembre, data in cui ci sarà la sentenza di merito del Tar della Lombardia. Se verrà dichiarata nulla la prima delibera che istituiva l’Area C, sarà come se il provvedimento non fosse mai entrato in vigore, con la conseguenza che tutti coloro che hanno pagato i pedaggi potranno chiederne il rimborso citato precedentemente. Nel caso in cui invece il Tar dichiari solo l’illegittimità del provvedimento, e quindi la sua non nullità, in tal caso, il comune potrà non esser incaricato al rimborso ma sarà costretto ad abolire il pedaggio a tutto favore delle casse comunali.

    Solo nei primi sei mesi, da gennaio a giugno 2012, l’Area C ha portato nelle casse del comune una cifra come 11 milioni e 200 mila euro. Se si parla delle sanzioni solo nei primi quattro mesi del provvedimento per gli ingressi irregolari nella zona o per il non aver fatto fronte al pagamento del ticket, sono addirittura 22 i milioni che ci si aspetta di incassare. Quindi per una somma di 33 milioni di euro volti a limitare il traffico dello storico centro cittadino milanese e l’inquinamento dello stesso. Questi 22 milioni che il Comune sta aspettando più i 45 già ottenuti per le sanzioni amministrative a discapito di coloro che hanno fatto un uso irregolare dell’Area C, fanno in tutto 67 milioni: soldi utili che l’amministrazione vuol investire sul miglioramento e quindi sul rispettivo potenziamento delle attività dei vigili urbani e, udite e udite, sulla sicurezza stradale. Proprio la sicurezza stradale che è sempre al centro delle attenzioni dei media: tanto quella milanese quanto quella di gran parte delle città italiane. Ciò comporterebbe all’installazione di nuove telecamere sorveglianti e autovelox, per non parlare del necessario ammodernamento della segnaletica stradale.

    Sul sito dell’Area C (www.areacmilano.it) che invita i milanesi a esprimere un’opinione, i commenti alla sospensione del provvedimento sono pressoché tutti a senso unico: un coro di “finalmente!”

    SIMONE BABETTO