Assicurazioni auto: il perche’ degli aumenti

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assicurazioni auto

Se da un lato si è assistito ad un andamento più o meno prevedibile in fatto di vendite auto, stante l’opportunità offerta dagli incentivi, si tratta adesso di capire cosa accadrò quest’anno in assenza di tali agevolazioni. Ma ad incidere pesantemente sul mercato dell’auto stanno pensando le tariffe sempre più care dei premi assicurativi relativamente alla RC Auto e chi riteneva che vista la crisi in generale anche le assicurazioni avessero potuto contribuire a calmierare i prezzi, si sbagliava, visto che il costo per assicurare l’auto è sempre più alto.

Il risultato è che non solo non si beneficerà quest’anno di alcuna riduzione delle polizze, ma addirittura assisteremo a ritocchi verso l’alto quantificati nell’ordine del 2% di aumento spalmato a seconda dei contratti stipulati. L’Ania dalla sua parte giustifica tali aumenti con l’esigenza di rientrare delle spese sostenute a causa dell’alta incidentalità stradale e dal sistema farraginoso che ancora caratterizza il settore dei risarcimenti danni, ma sarà davvero così?

Può darsi, c’è chi auspica uno snellimento delle pratiche risarcitorie a tutto vantaggio degli assicurati ai quali, di contro, le Associazioni dei Consumatori chiedono anche un sistema diverso di assicurarsi, ad esempio, confrontando di più le diverse tariffe in modo da beneficiare al meglio della concorrenza fra Compagnie. Insomma cambiamenti si ma strutturali, ma basterà solo questo a calmierare i prezzi? Forse, ma in attesa che qualcosa accade mettere a confronto le diverse Compagnie con il sistema del libero mercato resta la miglioro cosa da fare.

Fonte | Help Consumatori

Gio 18/02/2010 da Giuliano in ,

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TuttoQua 19 febbraio 2010 08:54
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In realta’ qui la questione e’ una sola: le assicurazioni sono aziende private, e come tali, anno dopo anno, devono incrementare fatturato e profitto. Si e’ mai visto il contrario al Mondo? Si e’ mai vista, che so, la FIAT dichiarare all’inizio dell’anno che si aspetta di guadagnare il 10% in meno dell’anno precedente? E quale CdA lascerebbe in carica l’amministratore delegato? E quale azionista accetterebbe una cosa del genere? E se la societa’ e’ anche quotata in borsa (come molte assicurazioni), quanto tempo passerebbe tra una dichiarazione del genere e il crollo del titolo a listino? 30 minuti? Quindi, per quanto possano calare gli incidenti e tutto il resto, le compagnie devono sempre e comunque guadagnare di piu’, con buona pace delle nostre tasche. Non c’e’ speranza, credere che possano davvero calare i premi e’ una ingenuita’. L’unica sarebbe quella di creare un fondo statale senza scopo di lucro per gestire almeno le Rca.

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