Audi: dalla 80 all’attuale A4, l’evoluzione di un’auto che continua a crescere

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    Audi: dalla 80 all’attuale A4, l’evoluzione di un’auto che continua a crescere

    Fa sempre piacere guardare un film, o un semplice video che ripercorra la storia di un’auto perché in esso trasferiamo, in qualche modo, anche la nostra di storia, in una sorta di caleidoscopio virtuale in grado di farci assistere al trascorrere del tempo e alla veloce trasformazione di quella che è la tecnica e il grado di perfezione andatosi, via,via affinandosi e migliorando negli anni.

    La stessa impressione che ci coglie di fronte a questo video che ritrae l’evoluzione della Audi, nel volgere di 35 anni; dalla 80, precedentemente denominata B1, sino alla attuale A4. E non è solo la differenza di motorizzazioni offerte alla nascita rispetto a quelle che oggi la Casa di Ingolstadt è in grado di offrire, già solo questo è significativo dell’evoluzione di questa vettura tedesca che, in origine, veniva presentata con due soli propulsori, il primo di 1.272 cc di cilindrata con 60 cavalli e un altro di 1.471 da 75 fino a 85 cavalli di potenza; oggi la A4, a parte i propulsori benzina e diesel, ha una gamma variegata di cilindrata nelle diverse motorizzazioni che partono da 1.800 cc., 2,0 litri, 2,7 e 3,0 con potenze che vanno da 143 fino a più di 400 cavalli di potenza. Ma c’è una cosa che coglie chiunque si appresti a guardare il filmato, l’enorme differenza di stile, di forme e di look delle prime versioni rispetto all’attuale. Si va da linee squadrate e dure, con scarsa attenzione all’aerodinamica, a linee sinuose che si raccordano con l’aria che penetrano e che fanno sgusciare la vettura in movimento senza alcuna fatica e, apparente, attrito.

    Ma non finisce qui, guardate i comportamenti delle prime Audi in curva, negli slalom, nel bagnato; la vettura sembra impacciata, tende a sculettare, pericolosamente, si allarga al retrotreno e si fa fatica a tenerla su strada se sollecitata; oggi è un’altro sound, verso la perfezione e la massima sicurezza, peccato che, spesso chi le guida, non s’è per niente evoluto rispetto all’auto che sta conducendo.