Auto ad idrogeno: potrebbe essere già superata?

Auto ad idrogeno: potrebbe essere già superata? Questa una delle conclusioni degli intenditori del mercato automobilistico internazionale

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    Idrogeno, ossigeno, anidride carbonica, due elementi i primi, un composto il secondo che, opportunamente mischiati fra di loro darebbero idrocarburi che, forse, un domani potrebbero affrancarci dal petrolio, per il solo fatto che tutti questi elementi che esistono in natura sono di fatto inesauribili potendosi sempre riformare una volta utilizzati.

    Secondo gli scienziati Jeffrey Martin e William Kubic la scoperta potrebbe essere attuata da qui a qualche tempo e consiste nel ricavare anidride carbonica dall?aria facendola interagire con l?idrogeno scomposto dall?ossigeno direttamente dall?acqua, il risultato è appunto la formazione di idrocarburi.

    “Il nostro progetto, hanno detto gli scienziati, favorisce la sicurezza energetica americana, poiché riduce la dipendenza dalle importazioni di petrolio”. Una scoperta rivoluzionaria, a quanto parrebbe, perché rivoluzionerebbe l?attuale orientamento delle Case automobilistiche volto a realizzare auto ecologiche e quale vettura sarebbe più ecologica dell?auto ad idrogeno, eppure se fosse confermata la ricerca americana a dispetto del nome che è stato dato al lavoro scientifico, ?Green Feedom?, l?auto che utilizzerebbe questo nuovo carburante farebbe sempre parte della famiglia degli idrocarburi e, dunque, di primo acchito potrebbe non risolvere il problema dell?impatto ambientale.

    E invece no, secondo il gruppo di studio si tratterebbe di una benzina particolare che sarebbe addirittura ?gentile? con l?ambiente visto che ricaverebbe un composto già presente nell?aria come l?anidride carbonica e da qui partirebbe il processo chimico. Oltretutto sul piano delle reazioni chimiche la possibilità di far reagire anidride carbonica non un fatto nuovo, visto che è possibile oggi farlo mettendo a contatto il composto con un sale, il carbonato di potassio, ma questa reazione richiede troppa energia che vanifica gli sforzi del mondo scientifico, fatto diverso quando si fa reagire l?anidride carbonica con quella reazione che abbiamo premesso e che impiega una percentuale energetica di solo il 4%, dunque, anche su questo piano molto conveniente. “Abbiamo trovato il modo di ridurre del 96% l’energia necessaria a questo passaggio, rendendo l’intero progetto economicamente sostenibile”, hanno tenuto a sottolineare Martin e Kubic.

    Che il progetto sia in fase avanzata lo confermerebbe il fatto che si è già a conoscenza dei costi necessari cui dover far fronte per costruire un impianto capace di ricavare un quantitativo di barili pari a 18.000 di Green Freedom al giorno, a fronte di una spesa di circa 5 miliardi di dollari. Una cifra colossale, certo, ma secondo i due scienziati già conveniente laddove il costo della benzina abbia raggiunto i 4,60 dollari al gallone e, dunque, allo stato delle cose, la scoperta potrebbe interessare l?Europa dove la benzina costa molto di più di questo limite indicato dai due studiosi.