Auto blu, le ammistrazioni ritardatarie

Auto blu, le ammistrazioni ritardatarie

Le amministrazioni rispondono in ritardo al questionario del ministero sull'utilizzo delle auto blu

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    La crociata di Renato Brunetta contro la cieca generosità delle casse dello stato ha toccato anche il tasto dolente delle auto blu. Uno dei pochi rifugi del povero dirigente pubblico, sempre pronto a scorrazzare parenti e amici in giro per l’Italia, d’ora in poi sarà controllato a distanza dall’onnipresente occhio del Ministero. La strategia di Brunetta si compone di un questionario sull’utilizzo del mezzo pubblico, numero di veicoli, tipo di spostamenti, frequenza degli stessi e così via. Obiettivo, decurtare gli sprechi.

    9.199 amministrazioni centrali e locali hanno dovuto compilare il questionario in ogni sua parte, indicando i dati richiesti sull’utilizzo delle auto blu per gli anni 2008, 2009 e 2010, fino allo scorso mese di aprile.


    Nello specifico, le informazioni richieste riguardano: il numero di vetture assegnate a uso esclusivo e non, il numero e la qualifica dei beneficiari, la ripartizione di auto blu tra i vari uffici, il numero di autisti e addetti, il costo di carburante e il chilometraggio, tutti dati che le amministrazioni sono obbligate a monitorare sistematicamente.

    La consegna della documentazione era prevista entro e non oltre il 16 luglio scorso e oggi hanno risposto solo 3.701 amministrazioni, rappresentanti il 62% della forza lavoro impiegata nel settore pubblico. Tra i ritardatari figurano amministrazioni di un certo livello, dal Ministero della Difesa all’Agcom, 7 giunte regionali, 4 province, 3 università, 66 aziende ospedaliere e chi più ne ha più ne metta.

    Come direbbe Lucarelli… Paura?

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