Auto d’epoca usate in vendita: normativa e iscrizione all’ASI dopo quanti anni

Auto d’epoca usate in vendita: normativa e iscrizione all’ASI dopo quanti anni
da in Auto d'epoca, Consigli e Guide
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    Le auto d’epoca sono un fenomeno sociale e di mercato che non esitiamo a definire intramontabile e che riesce ad affascinare automobilisti di tutte le età ed estrazione sociale. Chi di noi al passaggio di un’auto antica e ben restaurata riesce a rimanere impassibile? Le auto d’epoca sono più che una passione o un “oggetto” da collezionare; far rivivere una vecchia automobile, riportarla al suo stato originario, perfettamente funzionante e utilizzabile, permette al suo proprietario di instaurare un ponte con il passato, facendogli vivere ricordi e sensazioni ripescate dall’oblio dei tempi.

    Oltre quest’aspetto “sentimentale” le quattroruote d’annata spesso rappresentano anche un buon investimento che viene rivalutato di anno in anno.
    Ovviamente il ritorno economico dipende dalla tipologia dell’auto, dalla sua rarità, dal marchio e dalla qualità del restauro. Teoricamente tutte le auto sono collezionabili, ma non per tutte vale la pena di investire tempo e denaro, ovviamente se l’intento è quello di trarne un profitto consistente.

    Come scegliere la prima Auto d’Epoca

    Auto d'epoca fiat 500

    Nella scelta della prima auto d’epoca da acquistare bisogna tener conto di diversi fattori. La scelta potrebbe essere influenzata da una preferenza personale o per l’affezione verso un dato modello. In questo caso chi è mosso da motivazioni sentimentali probabilmente terrà l’auto per se e difficilmente la immetterà sul mercato delle auto d’epoca, magari tramandandola in famiglia. Se invece l’obiettivo è quello di fare un buon investimento l’auto da acquistare dovrà essere scelta non seguendo il cuore ma alcune regole generali. Il marchio è una delle prime scelte, le case automobilistiche di maggior prestigio sono da preferire, così come lo sono quelle di nicchia, magari con un trascorso agonistico. Nella scelta del modello di auto sono da preferire quelli sportivi, coupé, cabrio o spider; in questo caso si punta a far proseguire, fino ai nostri giorni, l’esclusività che queste auto vantavano all’epoca della loro commercializzazione. Berline e familiari hanno un mercato sicuramente più ristretto e, salvo rari casi, quotazioni basse. A queste regole base bisogna però aggiungere delle eccezioni, le quali valgono principalmente per le piccole utilitarie e i modelli che hanno “messo al volante” generazioni di automobilisti. Ne sono un chiaro esempio la Fiat 500, la Mini Minor o il Maggiolone. Per le auto d’epoca sono importanti gli anni di produzione, solitamente le prime generazioni di un modello sono più ricercate rispetto alle fine serie.
    Se ci è permesso di dare un suggerimento è bene non aver fretta nello scegliere la prima auto d’epoca ma di ponderare e valutare attentamente.

    Una volta fissato l’obiettivo, con marca, modello e anno di produzione, si parte alla ricerca dell’esemplare da acquistare. Le auto in condizioni peggiori si acquistano a poco prezzo, ma il budget richiesto per restaurarle potrebbe crescere esponenzialmente se risulteranno mancanti molti pezzi di carrozzeria e meccanica. Altro nodo cruciale sono targhe e documenti, le auto d’epoca con la targa originare sono più pregiate, ma un’auto radiata dal PRA o senza documenti richiederà una lunga trafila burocratica e una spesa consistente per essere rimessa in regola. Una scelta “leggera” potrebbe rendere l’opera di restauro difficile, dispendiosa e forse impossibile, richiedendo una cifra tale da superare il valore dell’auto restaurata.

    Ho restaurato la mia auto d’epoca e adesso?

    Auto d'epoca maggiolino

    Se la prima avventura con un’auto d’epoca è giunta al termine, e il modello che abbiamo restaurato ci riempie d’orgoglio e belle sensazioni, vediamo qual è il passo successivo. Sicuramente è opportuno iscrivere l’auto al Registro ASI, l’Ente che cataloga, tutela e valorizza il patrimonio delle auto d’epoca in Italia. La registrazione ASI prevede una precisa trafila da seguire e dei requisiti di originalità del modello da iscrivere. I vantaggi della registrazione sono numerosi e molti di ordine economico, come le tariffe ridotte per le spese di bollo e assicurazione. Per iscrivere un’automobile all’ASI bisogna rivolgersi ad un autoclub affiliato e consegnare, oltre a delle ricevute di versamento per l’iscrizione, delle foto dell’auto dalle quali è possibile evincere lo stato e il livello del restauro.

    Voglio vendere la mia auto d’epoca, come faccio?

    Vendere un’auto d’epoca non è certo come vendere una qualunque auto usata; alcuni modelli sono ricercatissimi ed è sufficiente inserire un annuncio con una foto per essere coperti da una valanga di richieste e proposte di acquisto. Se la nostra è un’auto storica “di nicchia”, un modello particolare o insolito, la vendita potrebbe rivelarsi più impegnativa del previsto e richiedere un po’ di lavoro “promozionale” per trovare degli acquirenti realmente interessati. Indubbiamente il primo passo è quello di far stimare da un esperto il reale valore dell’auto; magari per motivi affettivi la nostra valutazione potrebbe superare di molto il reale valore di mercato e rendere ancor più difficile la vendita. Un ottimo canale di vendita è ovviamente Internet; sono numerosi i siti specializzati in annunci e il bacino di utenti ai quali ci si rivolge è molto ampio. Nel caso in cui la nostra sia un’auto d’epoca di gran pregio, magari una Ferrari storica o una rarissima Bugatti, si può valutare l’opportunità di affidarla ad una casa d’aste internazionale; modelli davvero rari e pregiati possono raggiungere quotazioni stellari.

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