Auto design: plagio sempre più frequente

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Foto: Design Auto plagio

Gli auto designer sono chiamati a fare un solenne mea culpa. Per quale motivo? Vile plagio, tuona Repubblica.

Secondo la penna di Vincenzo Borgomeo certe case automobilistiche si dovrebbero vergognare dei loro veicoli poco originali. Ce ne sarebbero tantissimi in giro, basterebbe fare un po’ di attenzione per accorgersene: dalla Porsche alla Toyota, dalla Renault alla Honda, tutti colpevoli.

I centri stile secondo Repubblica non si limiterebbero a “sbagliare” bozzetto, ma perdurerebbero nell’errore, causa arroganza e ingenuità. Oppure, come suggerito, poca voglia di lavorare. “Ma dove passano il tempo questi?” si chiede Borgomeo, “su Facebook o sul solitario?” Perchè il design delle loro auto sembra fin troppo familiare. Osservate, per esempio, le code gemelle della Toyota Prius e della Honda Insight, con il parabrezza inclinato in vetro e il cofano che diventa un tutt’uno con il lunotto squadrato. Brutto e inutile, secondo il giornalista; il fatto che siano state lanciate contemporaneamente farebbe però pensare a una coincidenza… se proprio escludiamo il puro spionaggio industriale, aggiungerei io.

Molto più rirpovevole sarebbe il caso della nuova Porsche Panamera, i cui sviluppatori ne avrebbero copiato e incollato linea del padiglione e gruppi ottici posteriori, prendendo spunto dalla Renault Megane. E ancora, Maserati Granturismo e Ford Mondeo.

Ma tutta questa mala fede non sarà un pochino esagerata? Dopotutto le case sono costrette a seguire determinate regole universali nella costruzione delle loro vetture: l’aerodinamica è uguale per tutti, gli spazi standard frequentati da un’auto sono sempre quelli, l’abitacolo deve contenere sempre esseri umani e la meccanica s’inserisce in uno scheletro rimasto più o meno invariato da cento anni a questa parte. Senza parlare delle idee che si ripetono da millenni in ogni disciplina artistica.
E allora? Forse la creatività ha dei limiti che Borgomeo non riconosce? Oppure le Case pagano degli auto designer svogliati e incompetenti?

Fonte | Repubblica

Mar 10/11/2009 da Maryelle in

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Alex 10 novembre 2009 18:49
Subtract karmaAdd karma

Gentile redazione,
in effetti l’articolo di Repubblica non ha tutti i torti. Premettendo che un esempio banale e scontato come può essere il caso della triade Citroen, Renault e Toyota per le mini city-car possa far capire che la riduzione dei costi non deve per forza voler dire “condividere il 90% dell’auto”, si passa la mano sul portafogli semi vuoto e ci si chiede come mai auto pressochè uguali costino così tanto in maniera diversa. Possibile insomma che la creatività si sia bloccata? E non venitemi a raccontare come per la musica che le note sono 7!!! Io direi che se proprio vogliamo raccontarcela, le grandi aziende spostano sempre di più le loro fabbriche per risparmiare, tagliano posti di lavoro, recuperano materiali utilizzati in altre auto e ci propinano modelli surrogati di qualità a fronte di una piccola spesa (vedi Tata Nano). Se vogliono garantire qualcosa, a chi può permetterselo ancora, almeno diano un’idea originale di movimento e stile e non cloni, anche se in parte, di altri modelli. Esempi lampanti articolo della C-Zero su vostro sito confrontato con Mitsubishi I (identiche), oppure il frontale dell’Audi paragonato alla nuova Mitsubishi Lancer o Citroen DS… ma per favore!!!

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Raphael
Raphael 12 novembre 2009 07:56
Subtract karmaAdd karma

Le somiglianze stilistiche le ha viste solo Repubblica, quelle portate ad esempio non reggono.
Che ormai le auto sono le stesse per molti costruttori che condividono motori, pianali e accessori, è un altro discorso.

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