Auto di lusso, altro che crisi

La crisi non intacca il mercato delle auto di lusso

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    Se il mercato auto è in crisi, lo stesso non si può dire per il mercato del lusso. A risollevare le sorti del settore a quattro ruote ci pensano i marchi più blasonati, che anche in tempi di magra tengono duro. Il bene di lusso, si sa, è l’ultimo a soffrire della contrazione della domanda, così come i consumatori di lusso sono gli ultimi a lamentarsi della recessione in corso.

    Come abbiamo visto qualche giorno fa, le cifre sulle immatricolazioni continuano a subire dure stoccate a due cifre, su e giù per il Vecchio Continente e non solo.

    Nel mese di giugno si sono potute contare all’incirca il 20% in meno delle immatricolazioni, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Di pari passo, si assiste a un incremento del volume d’affari presso il mercato auto usate, segno che il consumatore è costretto a preferire sempre più spesso una vettura di seconda mano.

    E le auto di lusso? Sono le uniche a non subire effetti destabilizzanti a causa della mancanza di liquidità. Sarà che la crisi accresce il livello di disuguaglianza togliendo ai poveri per dare ai (già) ricchi? E’ la teoria di molti, considerando il fatto che il target conquistato più di recente è quello cinese. E qui le considerazioni socio-economiche si sprecherebbero…

    Per citare un esempio, Rolls Royce ha di recente siglato un record di produzione, presso lo stabilimento inglese di Goodwood. L’impianto realizza ben 15 esemplari al giorno, tra Rolls Royce Phantom e la “piccola” Rolls Royce Ghost.

    Parliamo di vetture super personalizzabili, dai dettagli rifiniti con cura maniacale. Ma gli ordini giustificano gli sforzi: tutti i modelli sono già prenotati fino al prossimo autunno.