Auto di lusso, redditometro e superbollo: cosa sono?

E' diventato sempre più un problema tenere un'auto di lusso nel nostro Paese, contando il redditometro e il superbollo

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    Ormai siamo rientrati da tempo nell’ordine di idee che avere un’auto di lusso crei più problemi, fiscali, che soddisfazioni, emotive. Da quando sono stati introdotti controlli più severi, in merito al reddito personale e del nucleo familiare, la pressione fiscale verso chi ha la possibilità di acquistare un oggetto di lusso come un’auto, vuoi per status sociale, vuoi per sfizio personale o per qualsivoglia motivo, ha fatto innescare un meccanismo avverso, nella mente dei consumatori, che ha portato ad un rigetto di questi stessi bolidi. Il mercato si è impoverito e le auto di lusso presenti nel nostro paese si sono notevolmente ridotte, a favore della formula di leasing di auto estere…..

    Ma, prima di tutto, cosa sono superbollo e redditometro? Andiamo per gradi e partiamo dal superbollo.

    Come ben sappiamo ogni auto porta con sè una tassa annuale da pagare, il bollo. Questo è calcolato sulla base dei kW del motore, quindi si riferisce alla potenza, ed in minima parte alla classe di emissioni (la normativa “Euro X”, dove con X è inteso un numero da 1 a 6, ndr). Da qualche anno a questa parte le auto che superano la potenza di 185 kW (anche se inizialmente tale limite venne imposto a 225 kW e successivamente abbassato), pari a circa 251 cavalli, hanno da pagare un supplemento a questa tassa pari a 20 euro per ogni kW che oltrepassa la soglia. Per addolcire la pillola è stata prevista una riduzione percentuale, solo del supplemento, ogni 5 anni dalla data di prima immatricolazione del veicolo.

    L’imposizione di questa tassa, comunque, non ha fatto altro che creare un malcontento generale e una corsa alla vendita di auto potenti, che però si è trovata ad affrontare un mercato dell’usato arido e senza interesse.

    Ed il redditometro? In parole povere è un controllo incrociato, fatto dall’Agenzia delle Entrate, delle spese sostenute dall’individuo in relazione agli introiti che ha dichiarato di aver ottenuto. L’auto ovviamente è parte integrante di questo controllo proprio perchè presuppone, oltre alla spesa iniziale di acquisto, anche quella di mantenimento, tra RCA, manutenzione ordinarie e straordinaria, rifornimenti e via discorrendo. Dunque tutto è calcolato: se le spese di acquisto e gestione sono compatibili con il tuo reddito, allora tutto fila liscio, ma se qualcosa non torna allora scatta un controllo.

    E così redditometro e superbollo hanno scoraggiato i possessori di auto di lusso e supercar sia all’acquisto che al mantenimento, ma “fatta la legge, trovato l’inganno”: essendo entrambi legati al possesso dell’auto basta…..non possederla. Ecco che stanno iniziando ad aumentare auto con targhe straniere che circolano sulle nostre strade, perchè? Semplice: il leasing di un veicolo con targa straniera non rientra nei parametri nè del superbollo nè del redditometro. La soluzione, comunque, non risulta salutare per l’economia del mercato automobilistico nazionale e l’ideale sarebbe l’abbattimento delle tasse legate alle auto, così da far rinsavire un giro di soldi che potrebbe risultare non poco proficuo, ma tra il dire ed il fare…..