Auto ecologiche: ecco l’auto al cioccolato e non solo….

Auto ecologiche: ecco l’auto al cioccolato e non solo….

L’esempio di auto eco-sostenibili quanto mai biologiche, ci viene, in particolar modo, dall’azienda inglese World First Racing che fino adesso ha realizzato vetture da competizione in Formula 3; la concept così realizzata è tutta costituita in fibre vegetali, tecnicamente definita ” potato-pack”, interamente biodegradabile e derivata dalle patate

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    Auto ecologica

    Che l’auto stia diventando sempre più ecologica non ci sono dubbi, che tale percorso si stia spostando dall’evidenza delle emissioni inquinanti alla intima costituzione tecnica delle automobili, è quanto mai e parimenti nota.

    L’esempio di auto eco-sostenibili quanto mai biologiche, ci viene, in particolar modo, dall’azienda inglese World First Racing che fino adesso ha realizzato vetture da competizione in Formula 3; la concept così realizzata è tutta costituita in fibre vegetali, tecnicamente definita “ potato-pack”, interamente biodegradabile e derivata dalle patate.

    Ma non finisce qui, interessante anche assistere agli sforzi del produttore che ha previsto materiale riciclato anche per i diversi componenti a bordo a partire dal radiatore realizzato in vetro riciclato e che dire anche del carburante utilizzato che fa marciare la vettura utilizzando gli scarti di cacao. E non si creda che il prototipo così realizzato consista in un lento macinino marciante…. tutt’altro; la vettura raggiunge invece la ragguardevole velocità massima di ben 225 km/h; insomma, una vettura capace di competere con altre realizzate con materiali tradizionali. Curioso anche il fatto che tale automobile comprende anche scarti di carote e un sedile in lino ed olio di soia. Vedremo il futuro di questa stravolgente, anche se ancora stravagante, vettura.


    Carburanti dalle fogne

    Questo vero e proprio “miracolo” della tecnica si aggiunge al recente ritrovato che vede aziende del Nord Europa che ricavano biometanolo dalle fogne, come dice Ole Jakob Johansen, uno dei realizzatori di questo progetto; “ questo carburante è prodotto in quattro fasi di digestione anaerobica, ossia in assenza di ossigeno, grazie agli stessi microrganismi della decomposizione di rifiuti umani ed alimentari”; tale tecnica la vedremo addirittura applicata fin dal prossimo anno sugli autobus urbani di Oslo.

    E si veda bene l’impatto ambientale che tale innovativa tecnologia determina sull’ambiente, si pensi alle trenta mila tonnellate in meno immesse nel pianeta e tutto ciò, senza nulla togliere alle coltivazioni di cereali, visto che nello specifico, si aggiunge anche il recupero dell’energia con la fermentazione degli scarti di patate.

    Si torna a parlare di auto ad aria compressa

    Altro aspetto importante è quello che riguarda la mobilità sfruttando aria compressa, lo fanno già all’aeroporto di Amsterdam con vetturette a tre ruote che usano come carburante la semplice aria compressa il cui pieno costa appena mezzo euro e consente a tali vetturette che pesano appena 220 chilogrammi, di percorrere non meno di 100 chilometri.

    Parliamo della francese MDI che realizza la Air Pod che, come dice Guy Negre, l’ingegnere francese che pure bene conosciamo per gli sforzi profusi alla sua auto alimentata esclusivamente ad aria compressa, a proposito delle emissioni inquinanti dice, “ AirPod non emette CO2 ed il compressore può essere collegato anche ad una sorgente pulita come il solare e l’eolico “.

    Certo l’applicazione di tale tecnologia nelle auto quali sono ad esempio le berline e le familiari non è proprio lì, lì da venire, ma non dovrebbe mancare tantissimo tempo prima di vederle anch’esse in marcia; in atto l’AirPod può trasportare al massimo tre persone e viaggia ad una velocità massima di 70 km/h e, a proposito di berline e familiari, per vedere nell’uso pratico tale innovativa tecnologia, applicata a tale segmento di automobili, bisognerà aspettare il prossimo 2014 .

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