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Auto ibride 2017: vantaggi, svantaggi e convenienza

Auto ibride 2017: vantaggi, svantaggi e convenienza

Come funzionano le macchine ibride? E quali sono i vantaggi? Qual è la durata delle batterie della auto ibride? Una guida per orientarsi

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    Auto ibride 2017: vantaggi, svantaggi e convenienza

    L’offerta di auto ibride 2017 è sempre maggiore e diffusa in ogni segmento, ma quali sono i vantaggi e gli svantaggi di un’auto ibrida elettrica? C’è vera convenienza in un’auto ibrida? Un acquirente informato sarà in grado di compiere la scelta corretta. Anzitutto, serve partire dall’analisi dei percorsi che si effettuano prevalentemente. Quanta strada in città percorri? Effettui numerosi spostamenti in autostrada? E’ la prima scrematura da effettuare, perché le auto ibride danno il meglio di sé nell’utilizzo cittadino. Questo porta un secondo tema: quanto conviene un’auto ibrida, un’utilitaria, rispetto all’equivalente versione benzina? E qui entra in gioco il prezzo d’acquisto, i consumi reali delle auto ibride elettriche e delle versioni benzina, con il relativo lasso di tempo nel quale si ammortizza la spesa extra. Va detto che, tendenzialmente, l’ibridizzazione favorisce notevolmente i modelli dei segmenti superiori, le suv ibride 2017 perché modelli più pesanti, rappresentando un’interessante alternativa (più pulita e prestazionale) alle motorizzazioni diesel.
    Il quadro entro il quale muoverci è questo. Un mercato nel quale i giapponesi sono stati precursori e oggi godono di una posizione di vantaggio quanto a diffusione dell’offerta. Le auto ibride Toyota (e Lexus di riflesso, condividendo la medesima architettura) offrono alternative in ogni segmento e un po’ per tutte le tasche.

    Macchine ibride, come funzionano? Le micro-ibride non hanno un vero motore elettrico, ma solo dei sistemi di parziale assistenza all’unità termica. Il funzionamento dell’alternatore e del motorino di avviamento evoluto consente di attivare lo Start/Stop e sfruttare la frenata rigenerativa per alimentare i sistemi elettrici di bordo. Poi ci sono le “ibride leggere”, in inglese mild-hybrid: qui il motore elettrico può esclusivamente fornire assistenza al motore termico, ma non è in grado di muovere l’auto da solo. Ad esempio, interviene per dare un spinta nelle fasi di richiesta di massima accelerazione, un boost.

    Le auto ibride “complete” sono quelle in cui l motore elettrico può autonomamente spingere il veicolo. Ne esistono due tipi. Le Full Hybrid ricorrono alla ricarica delle batterie tramite recupero dell’energia cinetica in frenata e decelerazione oppure attraverso il motore termico, con modalità specifiche di guida utilizzabile quale generatore di corrente per il pacco batterie. Invece nelle auto ibride plug-in si possono ricaricare le batterie anche dalla presa di corrente – domestica o di una colonnina pubblica -. Le ibride plug-in hanno solitamente batterie di maggiore capacità e consentono di viaggiare in modalità solo elettrica più a lungo. E’ infine diversa l’elettronica di gestione.

    Il motore elettrico aiuta a consumare meno carburante in tutte quelle situazioni dove sono frequenti le fermate e ripartenze, le accelerazioni, le decelerazioni e le frenate a bassa velocità. Perché è in questi casi che un motore termico consuma di più; decelerazioni e frenate frequenti consentono di ricaricare la batteria del motore elettrico “gratis”, recuperando energia (quella cinetica) che verrebbe altrimenti sprecata sotto forma di calore. Di conseguenza la città è l’ambiente preferito di un motore elettrico.

    Il vantaggio direttamente collegato al minor consumo di carburante è la riduzione delle emissioni inquinanti. Alcuni studi americani hanno calcolato che, a parità di utilizzo, un’auto ibrida plug-in richiede il 60% di energia in meno rispetto ad una vettura a benzina e il 20% in meno di un’ibrida full. Meno energia si consuma, meno si inquina.

    Tuttavia è importante sottolineare che l’effettiva riduzione delle emissioni inquinanti dall’uso di un motore elettrico dipende anche dal modo in cui l’energia elettrica è prodotta alla fonte. L’inquinamento di una centrale elettrica a metano o derivati del petrolio (per non parlare del carbone) è di molto superiore a quello prodotto da una centrale nucleare.
    Un altro vantaggio non disprezzabile delle auto ibride, a seconda dell’impostazione tecnica scelta dal costruttore, è la possibilità di far funzionare contemporaneamente entrambi i motori quando è necessaria una spinta molto forte per tempi brevi. In questo caso si dispone della potenza e della coppia motrice sommata di motore termico ed elettrico. Soprattutto, il motore elettrico eroga la sua coppia in modo lineare: cioè tutta e subito. Però quando si sfrutta tutta la potenza del motore elettrico le batterie si scaricano rapidamente, allora si torna al solo motore termico, il quale dovrà anche ricaricare le batterie.

    Auto ibride, vantaggi fiscali? Oltre i benefici tecnici, esistono agevolazioni di Regione in Regione che permettono l’esenzione totale del bollo auto per un certo numero di annualità dalla prima immatricolazione, oppure, la limitazione del pagamento alla sola potenza del motore termico.

    Ad esempio, in Basilicata l’esenzione vale 5 anni, così come in Puglia, dopodiché il bollo si pagherà per intero. Tre anni di esenzione in Umbria, Veneto, Lazio e Lombardia. Solo 2 anni di esenzione dal bollo auto sulle auto ibride in Molise. Quanto a Emilia Romagna, Sicilia e Trentino Alto Adige, le auto ibride hanno il vantaggio fiscale di pagare il bollo solo sulla quota di cavalli del motore termico.

    Niente è veramente gratis. L‘auto ibrida ha anche degli svantaggi da non trascurare. Il peso della vettura è maggiore a causa delle batterie supplementari; un’auto più pesante richiede maggiore energia per muoveri. Fuori dalla città, in condizioni di marcia a velocità costante ed elevata, il motore elettrico non offre alcun vantaggio; dato che la sua energia si esaurirebbe dopo pochissimi chilometri, è quasi sempre disattivato. La massa supplementare si fa sentire anche sui percorsi di montagna, ma qui il fattore peso è mitigato dall’elevato recupero d’energia possibile in discesa.
    E qui introduciamo un fattore importantissimo. Acquistare un’auto ibrida senza adeguare il proprio stile di guida è perfettamente inutile. Può essere uno svantaggio perché non si sfrutta la tecnica dell’auto, ad esempio il veleggiamento riveste un peso notevolissimo rispetto a un’auto esclusivamente termico e adeguare la propria guida è il primo passo per beneficiare appieno del potenziale delle auto ibride in commercio.

    Passiamo in esame anche il capitolo della durata delle batterie delle auto ibride. La loro vita può arrivare ai 250 mila chilometri, la garanzia della casa spesso copre fino a 5 anni dalla prima immatricolazione. Difficilmente sarà necessario sostituire l’intero pacco batteria, potendo intervenire anche sulle singole celle che la compongono e rimpiazzarle in caso di malfunzionamento o deterioramento.

    Qualcosa comincia a muoversi ma siamo ancora lontani da una larga diffusione. Nel secondo semestre del 2016 in Italia sono state immatricolate 19.947 auto ibride, su un totale di circa un milione di autovetture. La quota di mercato è ancora irrilevante: 1,8%. Però la crescita è interessante, 27,4% rispetto allo stesso periodo del 2015. Si tratta dell’aumento più alto fra tutte le forme di alimentazione. Fra le ibride, la scelta sembra ormai chiara: sono quasi tutte ad alimentazione benzina/elettrica; sono state vendute infatti solo 305 auto diesel/elettriche.

    Parallelamente assistiamo ad un crollo delle vendite nelle auto a gas: -22,9% per il Gpl (5,6% del mercato), -32,6% per il metano (2,4% del mercato). Le vendite delle ibride sono ora molto vicine a quelle delle auto a metano, queste solo 26.971. Ma nel complesso l’Italia ama ancora soprattutto il diesel: 57,3% del mercato, +15,1%; le auto a benzina invece contano per il 32,8% del mercato e sono aumentate del 20,1%.

    L’auto ibrida Toyota meno cara è la Yaris che parte da 18.700 euro, poi troviamo la Auris a 24.000. Un confronto con un modello molto popolare in assoluto? La Volkswagen Golf ibrida costa 38.300 euro. Più della GTI. La Golf più economica, a benzina, costa 18.900 euro. Quante migliaia di chilometri in modalità solo elettrica si devono percorrere per recuperare la differenza di quasi 20.000 euro? In quanti anni? La casa giapponese è stata la prima a credere in questa tecnologia e ha una lunga esperienza. Qui l’ibrido è parte integrante della strategia produttiva e la forbice di prezzo, a parità di allestimento, molto ristretta. Novità del 2017 è l’arrivo anche di Suzuki Ignis Hybrid, addirittura quattro ruote motrici, volendo. I prezzi sono competitivi e pur con dimensioni inferiori alla Toyota Yaris, i 16.800 euro sono un bel biglietto da visita per i 93 cavalli della 1.2 benzina-elettrica.

    Quanti, infine, si stessero chiedendo se per le auto ibride esistono incentivi statali all’acquisto, la risposta è negativa. Politiche su base locale sono state intraprese nel corso degli anni, tuttavia non esiste un piano di incentivazione all’acquisto. La libera circolazione nelle ZTL, invece, risulta confermata. A Milano, ad esempio, l’accesso all’interno dell’Area C sarà possibile fino all’autunno del 2019, dopo la stretta impartita sulle bifuel a metano e gpl.

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