Auto inglesi: un’utopia, eppure….

da , il

    La nuova MINI

    C?era del fascino nelle vetture inglesi, irripetibile, lo si sentiva toccando un rivestimento interno, annusando l?aroma antica delle pelle dei sedili e dei rivestimenti, negli abitacoli sempre arredati con cura e precisione e con quel tocco di originalità e vecchie fragranze che sembravano fluire dal braciere di una pipa accesa ad ardere il miglior tabacco del momento.

    Quel fascino British, che poi contraddistingueva le eslusivissime Rolls Royce e le loro statuette dello scultore Charles Sykes a troneggiare sul cofano imponente già all?inizio del secolo scorso, così come affascinante e persino pervasi da un certo timore revenrenziale si stava ad ammirare il radiatore stile ellenico con la sua originalissima possenza.

    Eppure delle antiche Rolls, adesso, c?è rimasto solo il nome ed il tentativo di trasferire al moderno cliente quel fascino intatto, ma non più ripetibile, nella rinnovata tecnologia di queste auto. Ciò in quanto, come si sa, la vecchia Casa inglese è stata trasferita alla BMW e, analogo destino è stato adottato a tutta l?industria automobilistica anglosassone, venduta ai migliori offerenti, come accaduto a Jaguar, passata prima a Ford e adesso in cerca di altri acquirenti, a Mini, passata anch?essa a BMW, una sorte toccata anche alla storica Mc Laren ceduta ad altri costruttori di altre nazionalità.

    Rolls Royce

    Insomma, una sorta di invasione, pacifica, s?intenda, della Germania sull?Inghilterra, pensiamo a Bentley, ceduta a Volkswagen nel 1998, una sorta di transumanza che, però, ha conservato nell?acquirente di una ex auto inglese, l?illusione che tale trapasso non ci fosse mai stato, visto che un certo fascino è rimasto inossidabile anche dopo i cambiamenti e che gli artigiani che lavoravano alla costruzione di queste vetture, impegnate ad arredarle al meglio, sono rimasti al loro posto di lavoro come ai vecchi tempi.

    Addirittura, tanto è rimasta la Mini ancorata al glorioso passato che il noto giornale The Economist la considera avvolta dalla solita filosofia che ammantava quest?auto fin dalla sua creazione. Costosa, ma inutile, ma talmente indispensabile come la regina d?Inghilterra?. Insomma, un?auto dal fascino retrò, tanto chich e ancora un po? scomoda, ma soprattutto, né più, né meno che un?auto come tante altre meno blasonate e costose, un po? un?insalata per chi cerca di affibiare alla Mini i Natali, se si pensa che, a guardarla sembra sempre inglese ed, invece, è tedesca, nei motori scorre ?sangue? persino francese, visto che li costruisce, su disposizione tedesca, la PSA e chi la compra potrebbe pensare di essere un moderno lord? inglese.