Auto senza guidatore: Google Car italiana gira per Parma [FOTO]

La Google car italiana, la VisLab BRAiVE, ha affontato per la prima volta il traffico di una città

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    Si è misurata con il traffico di tutti i giorni e ha vinto. La Google car italiana, la VisLab BRAiVE è l’auto senza guidatore interamente sviluppata nel Belpaese, dall’Università di Parma – Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, VisLab, e DISS (Centro Universitario di Ricerca Avanzata per la Sicurezza Stradale). Nome che non poteva essere più azzeccato, quell’assonanza con l’inglese brave, impavido, come l’impresa che è riuscito a portare a termine il gruppo di lavoro che dal 2008 porta avanti lo sviluppo della tecnologia dell’auto senza guidatore.

    A Parma è andato così in scena il PROUD Car Test 2013. Proud come fierezza, ma un altro acronimo si nasconde dietro quelle lettere: Public ROad Urban Driver-less, ovvero un test auto senza pilota su strade aperte al traffico.

    E’ partita dal Campus universitario per arrivare fino in centro, sotto Palazzo della Pilotta, dopo aver attraversato un percorso misto, con tratti extraurbani, la tangenziale e il traffico cittadino. Diverse condizioni per mettere alla prova i sensori che sono gli occhi dell’auto. Una differenza sostanziale dagli altri esperimenti di auto senza guidatore già visti in giro per il globo, mai però con un’integrazione come quella raggiunta dalla VisLab, che la BRAiVE l’ha messa alla prova sul campo, con tutte le incognite del caso.

    Dicevamo dei sensori, composti da microcamere molto più discrete dei sistemi radar e laser spesso montati sul tetto e decisamente appariscenti delle altre auto senza pilota. Lo sviluppo ulteriore per il 2013 è su microcamere in grado di assicurare una visuale a 360°, integrate sul secondo veicolo in cantiere, atteso entro fine anno.

    Tornando alla sfida urbana della BRAiVE, nel suo tragitto ha gestito l’attraversamento di rotonde, passaggi pedonali e semafori, superando perfettamente le “sfide” della strada. Per ragioni di sicurezza, a bordo dell’auto era presente un passeggero, in grado di intervenire su doppi comandi nel caso in cui si fosse reso necessario arrestare l’auto per ragioni di sicurezza.

    Possono rappresentare il futuro lontano dell’auto, le vetture senza pilota? Certamente rappresentano una risposta per quanti non possono mettersi al volante a causa di disabilità che ne limitano la mobilità. Non resta che attendere gli sviluppi della tecnica e una legislazione che vada a regolamentare questa tipologia di veicoli, come già accade, ad esempio, negli Stati Uniti.