Auto usate che consumano meno: la classifica delle migliori [FOTO]

Anche chi vuole un'auto usata deve tenere d'occhio i consumi: scopriamo le vetture meno assetate. Tutte le migliori auto che consumano di meno, dalla 10 alla 1. Scoprite con noi la classifica.

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    Auto usate che consumano meno: la classifica delle migliori - Un po’ tutti, chi più, chi meno, siamo attenti ai consumi della nostra auto, attuale o futura che sia. Quando si tratta di un’auto usata bisogna considerare che l’aspetto dei consumi non sia sicuramente secondario. Il cliente delle vetture di seconda mano è uno particolarmente attento al portafogli, alla ricerca dell’offerta giusta per spendere poco ma fare un buon affare. La cosa più importante di un’auto usata è che sia in buono stato, che non dimostri segni di invecchiamento su certi componenti delicati o costosi da riparare e che non sia schilometrata. Tuttavia bisogna anche tenere d’occhio i consumi, perchè altrimenti il risparmio in fase di acquisto potrebbe del tutto essere annullato dopo pochi anni di utilizzo. Andiamo a vedere la classifica di alcune delle auto usate che consumano di meno.

    10. Lancia Ypsilon

    La piccola utilitaria italiana Lancia Ypsilon sa consumare poco un po’ con tutte le motorizzazioni, ma in particolar modo riesce a farsi apprezzare con il turbodiesel 1.3 Multijet e nella versione bifuel a metano. Lo stile ricalca quello dell’ultima generazione della Lancia Delta, mentre il pianale è quello della Fiat 500. Rispetto a molte delle concorrenti, si fa apprezzare per una qualità percepita negli interni superiore. Ci sono anche tante possibilità di scelta tra colori e rivestimenti. Andando più nel dettaglio, la Lancia Ypsilon turbodiesel 1.3 M-Jet, sia nella versione da 80 cavalli che in quella da 95 CV, ha un consumo medio dichiarato di 3,8 litri per 100 km, pari a 26,3 km/l circa. La versione TwinAir a metano da 85 cavalli, invece, consuma di media appena 3,1 kg/100 km.

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    9. Fiat Panda

    La citycar del Lingotto Fiat Panda è la più venduta della sua categoria in Europa e in Italia. Sa essere simpatica a livello estetico, ma anche molto concreta nei contenuti. Gli interni sono ben sfruttati e spaziosi in rapporto alle dimensioni esterne contenute. Il listino è ampio e si articola attorno a versioni benzina, diesel, bifuel a GPL o a metano. In particolare, anche per la Panda, valgono le considerazioni appena fatte per la Ypsilon: in generale è un modello che non consuma tanto, ma in particolare registrano consumi da record le versioni turbodiesel Multijet e quelle bifuel a metano Natural Power. Per la versione diesel la casa dichiara, sia nella variante da 80 cavalli che in quella da 95 cavalli, un consumo medio di 3,6 litri per 100 km, pari a circa 27,8 km/l. La versione Natural Power a metano monta il bicilindrico TwinAir 0.9 da 85 cavalli (80 cavalli quando è alimentata a metano) e promette un consumo medio di 3,1 kg/100 km. Nona posizione tra le vetture che consumano meno usate.

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    8. Ford Fiesta

    La Ford Fiesta è l’utilitaria della casa dell’Ovale Blu, il modello più venduto in Europa dall’azienda americana. Lanciata sul mercato nel 2008 e ristilizzata nel 2013, ha avuto un grande successo per via del suo look rivoluzionario e molto aggressivo, ma anche per gli interni spaziosi e ben rifiniti. Al momento è stata già svelata la nuova generazione, che ne ricalca lo stile, pur proponendo diversi contenuti aggiornati. L’attuale Ford Fiesta è proposta, tra le versioni a benzina, con un parco 1.0 EcoBoost 3 cilindri in linea turbo, con potenze fino a 140 cavalli. Se guidato in modo attento può consumare veramente poco. Fa meglio ancora la versione turbodiesel, la Ford Fiesta 1.5 TDCi da 75 o 95 cavalli, che nelle versioni normali vanta un consumo medio dichiarato di 3,6 litri per 100 km (circa 27,8 km/l), mentre nell’allestimento ECOnetic scende fino a 3,2 litri per 100 km (equivalenti a circa 31,2 km/l).

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    7. Peugeot 208

    Un’altra utilitaria di segmento B trova spazio nella classifica delle auto usate che consumano di meno. La Peugeot 208 è stata aggiornata con un restyling di metà carriera circa due anni fa e si presenta con un look moderno e personale, perfettamente allineato al più recente family feeling del marchio del Leone. Dentro ha un’impostazione della plancia particolare, con l’i-Cockpit, il cruscotto in posizione rialzata, il volante dal diametro molto piccolo e posizionato più in basso del normale ed il display del sistema multimediale alla cima della consolle centrale. Le finiture sono mediamente buone e lo spazio a bordo adeguato alle dimensioni esterne. La si trova in vendita nella versione tre cilindri 1.2 litri a benzina, già di suo non troppo assetata, ma anche in versione bifuel a GPL. Il record di consumi spetta alla turbodiesel BlueHDI 1.6 litri da 75 cavalli con start&stop, che vanta un consumo medio dichiarato di appena 3 litri per 100 km (33,3 km/l circa).

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    6. Renault Clio

    Ancora un’utilitaria di segmento B, di nuovo francese. La Renault Clio è una delle utilitarie più gettonate sia sul mercato del nuovo, che in quello dell’usato. Le ragioni del suo successo sono principalmente legate al look veramente piacevole, grintoso e personale, che la fa risaltare in tutto il segmento. La Renault Clio è stata recentemente ristilizzata, un facelift di metà carriera che non ne ha stravolto le linee, ma ha giusto ritoccato qualche dettagli ed aggiunto nuovi contenuti. I motori a benzina 0.9 ed 1.2 TCe hanno un temperamento brillante e bassi consumi rispetto ai benzina di pari segmento. Da tenere presente anche che lo 0.9 tre cilindri è disponibile, volendo, con impianto GPL di fabbrica. Ancora una volta, però, i consumi assoluti più bassi vanno ad una versione con motore diesel e, in particolare, alla 1.5 litri dCi S&S 82g da 90 cavalli, che riesce ad offrire un consumo dichiarato di 3,3 litri per 100 km (circa 31 km al litro). Come per tutti i modelli presi in esame in questa classifica, il valore è quello dichiarato dal costruttore nel ciclo misto NEDC, assolutamente poco realistico nell’utilizzo quotidiano. C’è da dire, comunque, che anche nella guida di tutti i giorni queste piccole utilitarie diesel consumano veramente poco.

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    5. Toyota Yaris Hybrid

    Salendo al quinto posto della classifica, trova spazio la Toyota Yaris Hybrid. Anche per la Toyota Yaris, ennesima utilitaria di segmento B, si possono ripetere bene o male le stesse considerazioni già fatte per le altre rivali. Lo spazio a bordo è abbontante in rapporto alle misure esterne e se si fa tanta strada potrebbe essere interessante la versione turbodiesel 1.4 D-4D da 90 cavalli di potenza massima, che grazie anche al cambio manuale a sei rapproti si rivela parca in tutte le situazioni. Tuttavia la versione secondo noi più interessante è la Toyota Yaris Hybrid, la variante ibrida da 100 cavalli complessivi. È particolarmente indicata per quelli che usano l’auto specialmente in città, luogo in cui lo schema ibrido riesce a dare il massimo dei benefici. Dotata di cambio automatico CVT a variazione continua riesce a far segnare un consumo di appena 3,3 litri per 100 km (circa 33,3 km/l).

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    4. Volvo V60

    Fino ad ora abbiamo parlato di auto piccole che, in termini assoluti, consumano veramente poco. Adesso vogliamo proporre l’esempio di un’auto più grande che consuma molto poco rispetto alla categoria, anche se dobbiamo precisare fin da subito che sia abbastanza difficile da trovare usata, dato lo scarso successo riscosso nel nostro paese. La Volvo V60 D6 Twin Engine Geartronic è la variante ibrida della station wagon svedese, che abbina un modulo elettrico ad un motore turbodiesel da 2.4 litri. Sono 288 i cavalli di potenza complessiva, che insieme ai 440 Nm di coppia garantiscono un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 6 secondi ed una velocità massima di 230 km/h. Per questa versione la Volvo dichiara un consumo medio nel ciclo NEDC di 1,8 litri per 100 km: ovviamente nella vita reale è un consumo del tutto impossibile da realizzare, ma nel complesso non parliamo di un’auto troppo assetata in rapporto alla potenza.

    3. VW Up! – Skoda Citigo – Seat Mii

    VW Up!, Skoda Citigo e Seat Mii sono le tre gemelline del gruppo Volkswagen nel segmento A, quello delle citycar tanto per capirci. Lo stile è abbastanza simile su tutte e tre, così come il look degli interni. Anche la gamma si articola attorno alle stesse motorizzazioni, mentre allestimenti, dotazioni e prezzi sono diversi da marchio a marchio. Non sono auto assetate con qualsiasi tipo di motore, ma ad essere degne di nota sono le versioni bifuel a metano. Le ragioni dei bassi consumi sono da cercare in primis nel motore: sotto al cofano c’è un 1.0 aspirato da 68 cavalli, con 90 Nm di coppia. Le prestazioni sono modeste, con una velocità massima di 160 km/h ed un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 14,4 secondi, ma i consumi sono veramente bassi. La casa dichiara un consumo medio nel ciclo misto di omologazione di appena 2,9 kg/100 km.

    2. Hyundai Ioniq

    La Hyundai Ioniq è la risposta della casa sud coreana alla celebre ibrida giapponese, la Toyota Prius. Lo vediamo già dallo stile e dalle proporzioni del corpo vettura che le due auto siano molto simili per caratteristiche. Le dimensioni esterne sono poco più abbondanti di quelle di una normale berlina di segmento C: lunghezza di 447 centimetri, larghezza di 182 cm, altezza di 145 cm e passo di 270 cm. Il design, però, nasce per essere molto aerodinamico, per dare il contributo nell’abbattimento dei consumi medi. La Hyundai Ioniq 1.6 Hybrid DCT vanta una potenza massima complessiva di 141 cavalli e 147 Nm di coppia, sufficienti per una velocità massima di 185 km/h ed un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 11,1 secondi. Il consumo medio dichiarato dalla casa è di 3,9 litri per 100 km, ma nella guida reale si traduce in alte percorrenze con un solo litro di benzina. Volendo, c’è anche in versione totalmente elettrica.

    1. Toyota Prius

    La Toyota Prius è giunta alla sua quarta generazione, appena uscita sul mercato (e quindi difficile da trovare usata). Con l’ultima serie i consumi calano ulteriormente, ma se siete alla ricerca di un buon compromesso non disdegnate anche i modelli un po’ più vecchi. La nuova Toyota Prius ha uno schema ibrido che abbina all’1.8 litri a ciclo Atkinson ad un modulo elettrico, per 122 cavalli complessivi. È disponibile anche nella versione plug-in, le cui batterie possono essere ricaricate ad una presa della corrente: i consumi di benzina rilevati nei test sul ciclo combinato pari ad 1 litro per 100 Km, secondo quanto comunica la casa. Le emissioni di CO2 ammontano a 22 grammi per chilometro. Ovviamente si parla sempre dei soliti cicli di omologazione, che nella vita reale non si dimostrano mai veritieri. Resta il fatto che si parla di un’auto veramente poco assetata.

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