Autolimitiamo la velocità massima delle auto entro i 165 orari?

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Fine limite di velocità

Se si vuole correre il rischio di risultare quanto mai impopolari all’opinione pubblica, rivestendo una carica politica, basta poco; sospendere un campionato di calcio, in primis, diminuire la velocità massima delle auto in produzione, in secundus.

La prima decisione farebbe piombare la nazione in un clima da guerriglia urbana, la seconda indurrebbe in larga parte della popolazione musoni lunghi centinaia di metri e, dunque, se la proposta dell’europarlamentare inglese, tale sir Chris Davies dovesse essere accolta dalla Comunità Europea, avremmo voglia di vedere musi duri fra la gente, o meglio, fra gli automobilisti, ma in che cosa consisterebbe questa richiesta? Semplice, nel tarare la velocità massima delle auto a non oltre i 165 Km/h.

Stavolta la motivazione di detta richiesta non sarebbe attinente con la sicurezza stradale, partendo dall’assunto, più velocità, più pericolo, ma molto più semplicemente, potrebbe essere questa una misura, sempre secondo il politico anglosassone, per ridurre le emissioni inquinanti delle automobili, laddove si sarebbe visto che negli ultimi dieci anni la potenza delle auto è cresciuta quasi del 30%, contestualmente all’aumento di peso di quest’ultime e che come conseguenza di questo fatto si è assistito anche ad un aumento della velocità massima delle auto, dunque, addirittura i 165 orari non sarebbero neanche da considerarsi un limite, se solo si pensi che tale velocità è addirittura un quarto in più di quanto prevedono, in fatto di limiti di velocità, i vari Stati dell’Ue.

Apriti cielo, la sola idea che una simile proposta possa passare farebbe rizzare i capelli anche ad un glabro congenito e se mai tali argomentazioni passassero il vaglio, in autunno, degli europarlamentari, che succederebbe?

Ed ecco che anche l’europarlamentare inglese s’è reso impopolare, c’è chi lo accusa di ottusità, chi di cecità, difficilmente potrà trovare qualcuno disposto a sodalizzare col suo illuminato pensiero, perché una cosa è certa, l’aumento di potenza s’è reso necessario dall’aumento delle dotazioni di serie che oggi montano le moderne vetture rispetto a solo un ventennio fa, che sul futuro del pianeta le auto c’entrano, ma non proprio in maniera così consistente e allora?

E allora non limitiamo la potenza, ma se non autolimitiamo la velocità delle auto, come la mettiamo con gli autovelox e i Tutor, e allora, non sarebbe più sensato aumentare di qualche decina di chilometri orari la velocità massima consentita, da un lato e nel contempo autolimitarla secondo il limite di cui sopra?

Sab 09/06/2007 da Giuliano in

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Francesco Peluso 9 giugno 2007 21:56
Subtract karmaAdd karma

Saluti a tutta la gentile redazione e a chiunque ne voglia parlare seriamemte di questo problema: la sicurezza stradale.
I miei commenti sono noti in questo sito… sono sempre dalla parte di chi vuole vivere. Chiunque scriva che la velocità è la prima causa di morte o di sinistro, non ha mai fatto un corso di guida sicura (ragione per la quale io sostengo che non sa guidare…senza offesa), e non ha mai progettato una strada (geometra o ing. civile). Detto ciò vi illumino per l’ennesima volta:
1) la guida sicura e veloce serve ad imparare a guidare sul serio evitando di causare incidenti in qualsiasi circostanza, tranne su superficie inclinata con ghiaccio!
2) le strade sono progettate con un coefficiente medio di sicurezza pari a due volte e mezzo (2,5)… cioè, il limite di 40km/h in buone condizioni atmosferiche e con un terreno medio (un po’ di usura e breccia) può essere percorso a 100km/h da chi ha frequentato un corso di guida sicura e veloce, e a 70-80 km/h dagli altri utenti.
3) i limiti di velocità devono essere imposti in base al rapporto peso/potenza del veicolo (es. 1500kg e 500cv… 1500/500= 3kg/cv): più basso è questo rapporto e più sicuro e poco impegnativa è la guida! basta scrivere un rigo in più sulla carta di circolazione e il gioco è fatto per i controlli sia del tutor con la targa che per le forze dell’ordine!

distinti saluti
3)

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Mauro 14 agosto 2007 11:58
Subtract karmaAdd karma

Un altro problema che mi pare da tutti non considerato è:
Chi decide di mettere un x limite di velocità in quel x tratto di strada?.
O meglio con quale criterio “tecnico” viene imposto es.: 60 Km/h in un tratto di strada RETTILINEO le cui carreggiate sono di dimensioni superiori alla maggioranza delle strade extraurbane, in un tratto di campagna disabitato, con nessun attraversamento a raso? Quanti automobilisti pensate che rispettino in questo tratto rettilineo la velocità di 60 Km/h?. Quale criterio di sicurezza (con le auto di oggi), ha dettato questo limite? Tanto varrebbe chiudere l’auto in garage…. è più sicura!.
In Italia abbiamo a volte limiti assurdi. Infatti un’ altissima percentuale di automobilisti non li rispetta. E’ per questo forse che i controlli sono pochi? Avete mai provato a guidare in strade extraurbane rispettando il limite di velocità imposto di 50 Km/h?, strade magari che percorro per andare e tornare al lavoro tutti i giorni?
Oltre che essere di intralcio pericoloso agli altri, ti prendi una marea di insulti o occhiate del tipo “ma che c…o stai a fa?”.
Eppure se per protesta tutti per un bel periodo guidassimo rispettando alla lettera i limiti, forse quelle teste illuminate che li hanno messi, sarebbero costrette a ripensarci per il disagio e disservizio (es.: trasporti) che si creerebbe.
Forse dei limiti più “credibili”, sarebbero ben accetti da tutti ed allora chi dovesse superarli potrebbe essere sanzionato a ragion veduta. E poi sono d’accordo con Francesco Peluso. Forse le autoscuole non dovrebbero limitarsi a “farci prendere la patente”, ma dovrebbero prima insegnarci a guidare prestando la massima attenzione al rispetto di tutte le regole, (non solo quelle dei limiti di velocità). Via i quiz da “lascia o raddoppia”, non servono per saper guidare, ma servono solo a giustificare i soldi che dobbiamo spendere per una patente, che oramai dovrebbe essere SCONTATA come la carta d’identità.
Poi quando abbiamo imparato ci possono “far prendere la patente”.

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Davide 16 febbraio 2008 13:24
Subtract karmaAdd karma-1 Punti

Io sono uno di quelli che i limiti di velocità li decide, e dico volentieri la mia. Condivido molto la posizione di chi si lamenta di limiti assurdi, “irrispettabili”: l’apposizione di un limite deve derivare da un calcolo e da considerazioni serie, spesso soggettive per le strade esistenti, ma non sull’onda “emotiva” di un incidente o con l’anacronistico e spesso irraggiunto obiettivo di “mettere in sicurezza” un tratto stradale in quel modo. Fra l’altro se così fosse, ogni utente della strada imparerebbe ad avere più “fiducia” nella segnaletica stradale, e magari a rispettare quell’isolato limite di 30 km/h proprio e solo quando è necessario veramente. Il lavoro di revisione dei limiti che sto facendo in prima persona mi ha insegnato però che non è facile come può sembrare, specie se non ci si limita a pensare ai classici casi assurdi dei 50 km/h in strade a tre corsie con intersezioni a livelli differenziati.
Va però detto che l’operazione di revisione dei limiti dovrebbe essere accompagnata da un maggior rispetto degli stessi e da una maggior responsabilità dell’utenza e che non sempre ha fatto un corso di guida sicura. Pensare poi di poter andare a 2.5 volte della velocità massima consentita è sbagliato, come è sbagliato pensare di conoscere i veri “coefficienti di sicurezza” (il citato 2.5) solo perchè si è imparata una formulina di equilibrio delle forze usata in progettazione stradale. I pochi metodi (per quanto di non semplice applicazione) esistenti per l’individuazione dei limiti SU STRADA ESISTENTI, se applicati, fanno sì che uno con quella convinzione crepi alla seconda curva che affronta, anche con il suo corso di guida sicura.
Se vogliamo essere seri andrebbe detto che i limiti vanno rispettati comunque, ma che dovrebbero essere “seri” e credibili essi stessi per primi. E questo dovrebbe essere un impegno comune e serio per tutti i responsabili che gestiscono strade.

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ALEX 19 febbraio 2008 17:55
Subtract karmaAdd karma

Ciao a tutti.
Vivevo a Milano 5 anni fa.Adesso vivo in Inghilterra a Manchester.
Qui gli autovelox sono arrivati nei primi anni 90.Purtroppo non c’e voluto molto che mi beccassero andare oltre il limite di velocita 110Km in autosrada (potrei mangiare un panino e fumarmi una sigarertta allo stesso tempo a quella velocita).Il sistema e molto simile a quello che c’e adesso in italia riguardi patente a punti e multe da pagare.Anche qui c’e un forte contrasto tra l’opinione pubblica, in chi pensa che gli autovelox salvano la vita e invece chi pensa che sono solo li per fare soldi.Sta di fatto che il governo inglese tira su £140.000.000 di sterline l’anno in multe.
Approvato da alcune indagini che anno fatto su statistiche di incidenti ,la polizia non e in grado di confermare che gli autovelox salvino la vita.
E quindi ci troviamo a creare gruppi di persone favorevoli a questi costosissimi dispositivi, con la scusa della sicurezza.
E altri come potreste vedere in questo internet site http://www.speedcam.co.uk che non sono molto d’accordo.
Io credo nel buon senso .Guido da 15 anni ormai ,e ho sempre saputo quando posso tirare e quando non posso, mai fatto incidenti gravi,e non e stata solo fortuna. Purtroppo penso che con questo sistema si crea solo una nuova generazione di incapaci automobilisti che vivranno con l’ossessione dell’occhio sul tachimetro e non sullastarda altrimenti perdi la patente quando magari la usi come me per lavorare.
Ciao e anche se vivo in Iglilterra wiva L’italia.

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