Autovelox: multa senza constatazione immediata

Addirittura, secondo l’ultima Sentenza, la Suprema Corte ha finito per contraddire se stessa, visto che la norma più recente è in perfetta antitesi con quanto specificato in passato dalla stessa Cassazione

da , il

    Autovelox

    Pensate che all?interno delle nostre città non sia possibile farsi beccare dall?Autovelox? Siete ancora fra quelli che ritengono che l?infrazione accertata a mezzo Autovelox sia efficace solo in presenza della contestazione immediata? Sbagliato, le cose stanno diversamente, almeno da quando la Corte di Cassazione ha deciso in direzione completamente diversa a quella intrapresa o ritenuta da tanti cittadini e in netta antitesi nei confronti dei diversi Giudici di Pace.

    Addirittura, secondo l?ultima Sentenza, la Suprema Corte ha finito per contraddire se stessa, visto che la norma più recente è in perfetta antitesi con quanto specificato in passato dalla stessa Cassazione.

    Cominciamo col dire che l?automobilista contravvenzionato avverso alla sanzione può solo invocare la “idonea prova” di un difetto di omologazione, di costruzione, o di funzionamento dell’autovelox stesso che sarebbe persino abilitato ad accertare la violazione anche senza aver provveduto ad immortalare l?auto del trasgressore.

    Lo sa bene l?automobilista che si è visto accolto il ricorso ad una multa per aver violato il limite di velocità all?interno del perimetro urbano, in primo e secondo grado, per poi vedersi rigettato tutto dagli Ermellini che hanno ritenuto infondato il ricorso fondante sulla motivazione che all’interno dei centri abitati gli autovelox non sono ammessi senza un’immediata contestazione della multa.

    Così ha deciso la Seconda Sezione Civile della Corte di Cassazione che con Sentenza n. 12843 ha stabilito che, “in tema di autovelox non vi è dubbio che il rilevamento della velocità a mezzo di apparecchiature elettroniche possa aver luogo su ogni tipo di strada”. E ancora: interpretando le norme della legge 168 del 2002, secondo la Suprema Corte “la contestazione immediata, quale che sia l’apparecchiatura elettronica utilizzata per l’accertamento della violazione, deve essere effettuata quando é possibile in relazione alle modalità dell’organizzazione del servizio predisposto dall’Amministrazione secondo il suo insindacabile giudizio”. Quindi – conclude la Cassazione – “é legittima la rilevazione della velocità” con autovelox “che non rilascia documentazione fotografica ma consente unicamente l’accertamento della velocità in un determinato momento, restando affidata all’attestazione dell’organo di polizia stradale addetto alla rilevazione la riferibilità al veicolo dal medesimo organo individuato”. L’unica prova contraria ammessa è, appunto, “il difetto di omologazione o di funzionamento” dell’autovelox.