Benzina: calano i prezzi ma le Associazioni non ci stanno

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    I prezzi alla pompa sono diminuiti leggerrmente, ma le Associazioni dei Consumatori non ci stanno

    Dopo Agip, la ERG, Esso, Tamoil ed API-IP hanno abbassato il prezzo dei carburanti, ciò anche su istanza del ministro Bersani che ha, più volte dichiarato, che i nostri prezzi non sono in linea con i prezzi dei carburanti degli Stati Europei.

    Tutto ciò senza considerare che il greggio che, alla fine di luglio e parte di agosto era svettato a 78,77 dollari al barile è sceso, recentemente, a 72 dollari; tutti elementi che hanno fatto abbassare il costo alla pompa della benzina di 4 centesimi al litro, cosa che da parte delle diverse compagnie petrolifere è stata attuata gradualmente.

    Ma alle più importanti Associazioni di Consumatori, Adusbef e Federconsumatori, in testa, ciò non basta, visto che per le due sigle, gli alti costi dei carburanti sono dovuti ad una filiera petrolifera “inefficiente e speculativa”.

    Per Adusbef e Federconsumatori lo scarto più significativo è nel prezzo industriale: ? quello italiano, 56 centesimi al litro, è il più alto d’Europa. Ben 9 centesimi in più (il 15% circa) rispetto a Francia e Germania, che con 47 centesimi al litro hanno il prezzo più basso. Ogni centesimo in più, spiega il rapporto “sono 228 milioni di euro all’anno intascati in più dai petrolieri”. Mentre per i consumatori si tratta di un salasso “compreso fra 150 e 200 euro”. ?La ricetta per un vero mercato libero ? ha detto Paolo Longo, presidente provinciale della Faib ? è la netta separazione tra chi produce e chi vende. Solo così si potrà ottenere un vero risparmio per tutti e un vero mercato?.