Benzina: dopo Agip aumentano tutti le altre Compagnie

Pubblicato da Giuliano in Mondo auto.
Giovedì, 11 Marzo 2010.

benzina

Non si può più continuare così, neanche ad una settimana di distanza dall’ultimo aumento del costo dei carburanti e siamo un’altra volta a parlarne, stavolta, dopo aver segnalato i rialzi praticati al listino da parte di Agip con il prezzo della benzina balzato a 1,394 euro, e di 1,221 euro/litro per il gasolio (+0,5 centesimi).ecco seguita a ruota dalle altre Compagnie petrolifere, Per Q8 la benzina è salita a 1,395 euro/litro (+1,3 centesimi). Per Shell il rialzo è su entrambi i prodotti: +0,2 centesimi sulla benzina a 1,397 euro/litro e +1,2 centesimi sul gasolio a 1,234 euro/litro. Infine, ritocco all’insù per Tamoil sul solo gasolio a 1,219 euro/litro (+0,4 centesimi).

A far sentire forte la propria voce stanno pensando adesso le Associazioni dei Consumatori quali Federconsumatori ed Adusbef che ricordano come a gennaio il prezzo al barile di petrolio era di 80 euro, più o meno la stessa cifra pagata in questi giorni , con la differenza che allora la benzina costava 1,29 - 1,31 euro al litro (stando ai dati del Ministero dello Sviluppo Economico), cui aggiungere l’ormai noto prezzo industriale pari al 4% e dunque, fatti i giusti conti oggi la benzina dovrebbe costare 1,32 euro al litro e invece rasenta un euro e 40 centesimi, dunque uno stacco di circa 6-7 centesimi rispetto al prezzo cui si dovrebbe attestare. Se a tale sovrapprezzo si aggiungono gli ormai strutturali 3-4 centesimi di differenza tra la media del prezzo industriale in Europa e in Italia, i centesimi di troppo diventano ben 9-10 cent. al litro”.

 
“A causa di queste speculazioni gli automobilisti, per costi diretti ed indiretti, continuano a pagare 171 euro annui in più. Cosa aspetta il Governo ad intervenire? - si chiedono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti - Visto che siamo in tempi di decreti, in merito a questa situazione chiediamo al Governo di predisporne tre:
• uno per bloccare le speculazioni;
• uno per istituire una Commissione di controllo sulla doppia velocità di adeguamento dei prezzi dei carburanti rispetto all’andamento del costo del petrolio;
• uno per avviare la completa liberalizzazione della rete di distribuzione dei carburanti, anche attraverso l’apertura della vendita nel canale della grande distribuzione”.

 
Tornano a ricordare le Associazioni dei Consumatori, stavolta è il Codacons a dirlo, che tali aumenti incideranno sulle tasche degli italiani con un aggravio dei costi pari a 180 euro all’anno e non solo per i maggiori costi dei carburanti, dovremo anche ricordare che essendo i nostri trasporti tutti su gomma, i maggiori costi saranno derivati anche dai trasporti e dal costo delle merci. afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - Basti pensare che rispetto ai primi di gennaio, oggi un pieno di benzina costa circa 3,5 euro in più, e l’andamento sembra essere al rialzo”. “Tutto ciò - conclude Rienzi - nel totale immobilismo del Governo, che dopo aver convocato le compagnie petrolifere non ha preso alcun provvedimento a tutela dei consumatori, e non ha adottato nessuna misura concreta in grado di contenere i rincari costanti dei carburanti“.

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Commenti (1)

 Add karma Subtract karma
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Luigi

e quelli che non ce l’han fatta???

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