Bertone Villa….. aprite gli occhi, state sognando

Bertone Villa….. aprite gli occhi, state sognando
da in Auto di lusso, Concept Car
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    E se una volta tanto ci facessimo affascinare da una concept indipendentemente dal fatto che la stessa assurgerà o meno ad auto definitiva. Se, per un attimo, la immaginassimo come noi vorremmo che fosse, inserendo in essa tutte le aspettative migliori ricercate in un’auto. Sembra stato questo il percorso di Bertone con la sua Villa, presentata al Salone di Ginevra l’anno scorso.

    Un prototipo fuori dalle regole immaginato come esaltazione massima dell’ispirazione creativa che prima di tutto è arte, fusa insieme ad un’auto dalle forme e dai contenuti avveniristici, spesso, inimmaginabili.

    Lo spazio è il primo elemento preso in considerazione, insieme alle forme che ad esso devono inchinarsi orientate al mito della velocità, ma rifiutando il minimalismo di schemi progettuali che incarcerano il concetto stretto di auto. Il risultato, una vettura sicuramente virtuale, ma non per questo portatrice di una nuova filosofia che vuole l’abitacolo il regno del confort dove lavorare, vedere un film, rilassarsi, devono essere delle azioni possibili e non astratte, ricordandosi sempre, che dentro un’auto ci si trova, basti pensare che per quanto astrusa possa sembrare Villa, sempre ad un’auto reale si è ispirata e, nello specifico, alla Cadillac SRX.

    Ecco le sue dimensioni, ad esempio:
    Lunghezza: 4900 mm
    Larghezza: 2000 mm
    Altezza: 1660 mm
    Passo: 3200 mm

    Ma con Villa, Bertone, inaugura una nuova filosofia di veduta e di concetto dell’auto. Se entrando in un edificio restiamo colpiti, di primo acchito, dall’ingresso, non lo stesso avviene nell’auto, dove a colpirci è la parte anteriore, il frontale, ebbene, per Bertone e la sua creatura non sarà più così. In Villa dovrà funzionare, per prima, la “Grand Entrance”, ovvero l’impatto visivo che dovrà impressionare l’osservatore aprendo una portiera di un’auto. E, in effetti, ciò avviene agendo su due grandi superfici vetrate che si sollevano grazie a tre bracci comandati idraulicamente e, in questa sorta di sipario, una volta dischiuso, entriamo in contatto con la realtà interna essenziale per la riuscita dell’auto. Ammaliati dallo stesso splendore che contraddistingue i grandi alberghi di lusso, la sensazione che coglierà chiunque vorrà accedere in quest’auto sarà quella di stupore, misto a piacevolissime sensazioni, fors’anche inspiegabili.

    Intanto la prima vera novità. In auto si accede in piedi, proprio come si farebbe aprendo una porta di una stanza. Ma attenzione, il lavoro del grande designer italiano non è volto alla magnificenza del lusso fine a se stesso, l’impressione che dovrà cogliere l’osservatore che avrà avuto modo di accedere dentro l’auto, dev’essere quella di trovarsi nell’assoluto benessere, senza fronzoli inutili e sofisticherie di sorta, il tutto grazie ad architetture abili e coraggiose.

    Ecco dare il via a sensazioni dinamiche,a spazi mediati da innovative forme geometriche dove l’abitacolo è visto come una bolla ove viverE, dove la trasparenza deve essere l’imperativo categorico che dovrà far sentire il passeggero a proprio agio in qualsiasi condizione.

    Ecco perché Villa, non è né una monovolume, né una berlina, ma il concetto dell’auto in chiave futuristica stessa, dove il confine fra le superfici vetrate e il corpo vettura è impercettibile, dove le forme, dalla calandra in poi, non sono espresse e dove i gruppi ottici anteriori sono incastonati nell’intera vettura, quasi a scomparire ed esistere quando servono. Ma anche le ruote, in questa sorta di fisicità dove apparire singolarmente è vietato, perché è il complesso delle forme a dover restare impresso, anche le ruote, dicevamo, sono sviluppate da cerchi lisci, quasi impercettibili, fusi come sono col corpo auto e le grandi gomme, sviluppati in collaborazione con Michelin (anteriori 245/40 – 22”; posteriori 305/35 – 24”), si perdono nel colpo d’occhio generale della vettura.

    Ma è l’abitacolo che più di altro dovrà soddisfare il bisogno di espressione di Bertone con la sua Villa, scordiamoci gli interni tradizionali, dimentichiamo di stare in auto per il tempo di viaggiare e basta. Vivere l’auto, per il designer italiano, in questo caso, dovrà trasformarsi in un’esperienza sovrapponibile a quella vissuta nelle migliori case di lusso e confortevoli. Ecco perché gli arredi si sono evoluti secondo il concetto del…. via il superfluo, in quest’auto persino la plancia è stata sostituita da una parete in legno con un grande video da 23 pollici, sviluppato da Bose, che coniuga tutte le funzioni e che, al contempo, deve evidenziare, chiaramente, tutto ciò che avviene in strada a cui si aggiungono le funzioni del modernissimo navigatore satellitare.

    Poi è la volta dei sedili, ma perché continuare a chiamarli così, in Villa, questi sono sostituiti da quattro gusci basculanti morbidissimi in pandance con i colori esterni della carrozzeria, dove non si sprofonda ma si galleggia, quasi, dove, proprio come avviene in aereo, nella zona libera fra un sedile e un altro, una comoda tastiera è disponibile per accedere a tutte le funzioni utili che comandano dei computers appesi agli schienali dei sedili anteriori.

    Scordiamoci anche le bocchette di ventilazione e le casse acustiche, Villa, anche in questo, è diversa; l’aria, il suono, fuoriescono da speciali fessure ricavate direttamente dal legno della plancia, per i passeggeri l’emozione di galleggiare nella musica a grande effetto sorround, così come la luce, niente plafoniere, ma dei raggi luminosi che avvolgono l’abitacolo concedendo una luce soffusa e soft all’interno.

    Ora non resta altro da fare, che aprire gli occhi, forse stavamo sognando, perché un’auto del genere non può esistere e, invece, esiste eccome, ancora nella mente del suo designer e nello sviluppo della sua concept e forse null’altro, ma se, domani, assisteremo ad una vettura definitiva del genere, penseremo che, ancora una volta, Bertone ha colpito di nuovo.

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