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Biocarburanti: brusca frenata della UE

Biocarburanti: brusca frenata della UE
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    Piantagioni di colza per la produzione di biocarburanti, un sistema messo in discussione all'UE

    Non si può certo dire che il cammino dei biocarburanti non sia irto di ostacoli, misto a proclami trionfalistici se adesso, a gettare acqua sul fuoco delle aspettative salutate con gioia da più parti sull’utilizzo di questi biocarburanti, ci pensa l’UE che lancia l’allarme ad opera della Commissione Europea, che dichiara che tali combustibili rappresenterebbero un problema, più di quelli che si promettono di superare.

    La stessa UE recita una sorta di “mea culpa” per non aver stimato i danni che l’utilizzo di tali carburanti rappresentano per l’ecosistema, per esempio gli effetti che avrebbero sull’ambiente a causa delle deforestazioni che conseguirebbero alla necessità di liberare aree destinate alla coltivazione di quei vegetali che entrano a far parte dei combustibili. Anche solo questo fatto imporrebbe alle popolazioni un allontanamento coatto dei territori occupati, innescando tensioni sociali di non facile soluzione. E che dire, infine, dell’aumento delle materie prime per coltivare le piantagioni…..

    “I problemi ambientali e sociali che derivano dai biocombustibili sono maggiori di quelli che immaginavamo” ha affermato Stavros Dimas, il Commissario Europeo all’Ambiente in un’intervista alla BBC. “I biocarburanti possono giocare un ruolo importante per frenare i cambiamenti climatici ma possono creare problemi ambientali se non implementati con attenzione”.

    Insomma, pensavamo che i biocombustibili, oltre che affrancarci, in parte dal petrolio, avrebbero rappresentato una soluzione per diminuire la concentrazione di gas serra nell’atmosfera e ora scopriamo che innescherebbero problematiche, addirittura più gravi.

    A questo si aggiunge anche lo studio pubblicato da Science dai ricercatori, Jörn Scharlemann and William Laurance, dello Smithsonian Tropical Research Institute, che hanno calcolato l’impatto di 26 biocombustibili nella riduzione delle emissioni di gas serra a carico dell’ambiente, in generale; secondo lo studio i risultati non sembrano troppo incoraggianti per i biocombustibili, anzi, se consideriamo che almeno 5 su 26 biocarburanti esaminati immetterebbero nell’atmosfera quantità di CO2 addirittura maggiori di quelli di un combustibile fossile e, per quanto riguarda altri 12 biocombustibili, i costi di produzione sarebbero maggiori rispetto a quelli rappresentati dal carbone e dal metano, ci sarebbe poco da stare allegri.

    Dunque, andrebbero a “farsi benedire” gli auspici dell’UE di giungere, nell’arco di una dozzina di anni, alla produzione e all’utilizzo di un 10% di biocombustibili rispetto a quanto fatto sin ora, per quanto riguarda il comparto trasporti in Europa, tanto che, alla luce di quelle che sono le ultime acquisizioni del mondo scientifico, l’obiettivo potrebbe essere messo, di fatto, in forte discussione.

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