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Bioetanolo: dal verga panico l’estrazione più ecologica di questo combustibile

Bioetanolo: dal verga panico l’estrazione più ecologica di questo combustibile
da in Mondo auto
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    Il verga panico, una graminacea ideale per ricavare bietanolo

    Il bioetanolo è sempre al centro dell’attenzione degli studiosi per via degli indubbi vantaggi che presenta contribuendo, fattivamente, ad affrancarci dalla dipendenza del petrolio.

    Tuttavia, negli ultimi tempi, si è assistito a delle vere e proprie battaglie intellettuali sull’uso di questo combustibile e, addirittura, c’è chi ipotizza scenari inquietanti sul futuro del pianeta con un utilizzo massivo di questo gas per via dei dissesti ecologici che si apporterebbero all’ambiente una volta sfruttate le piantagioni di vegetali che, una volta opportunamente trattati,darebbero vita a questo combustibile.

    Ma oggi dal mondo dell’energia alternativa si alza una voce autorevole e innovativa del mondo scientifico ed è quella di Kenneth Vogel del US Department of Agriculture e dell’Università del Nebraska, a Lincoln che, a seguito di uno studio impegnativo condotto negli Stati Uniti e pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences, avrebbe rilevato che il biocombustibile ricavato dal panico verga, una graminacea diffusa in America, è in grado di produrre un’energia cinque volte maggiore di quella necessaria per coltivarla e una volta utilizzata introduce nell’ambiente inquinanti di gran lunga minore.

    Addirittura, secondo il ricercatore americano, col bioetanolo ricavato si produce, in sintesi, il 540% in meno di energia di quella occorrente per produrlo e, mettendo in relazione il panico di verga rispetto al biodiesel prodotto dalla soya, si è visto che questa realizza il 93% in meno dell’energia spesa per ricavarla e che con l’etanolo derivato dal mais si arriva a non più del 25% , dunque, da questi semplici dati si evince bene quanto sia ecologico anche in quest’ambito tale vegetale.

    Basterebbero solo questi dati per rendersi conto della convenienza in termini energetici e di rispetto dell’ambiente per privilegiare la graminacea di recente studio a tutte le altre coltivazioni atte a ricavare bioetanolo. Ma c’è di più, secondo il ricercatore statunitense, il verga panico produce il 94% di emissioni di gas serra in meno rispetto al petrolio e, davanti a questo dato si può definire che si produca la stessa quantità di CO2 che si assorbe durante il ciclo di vita.

    Resta da capire come conciliare le esigenze degli agricoltori che si occupano di colture tradizionali rispetto all’avanzare delle coltivazioni, in questo caso, di questa graminacea, un problema sentito che, su larga scala, mostra il vero limite rappresentato dalle coltivazioni atte a ricavare bioetanolo. Vogel rassicura quanti sono presi da queste preoccupazioni, atteso che la coltivazione del verga panico avverrebbe lungo aree dismesse di coltivazioni senza invadere le colture di mais, grano e similari.

    E, se si affinano le tecniche di coltivazioni, la resa di questo vegetale per l’estrazione del bioetanolo potrebbe addirittura aumentare per una gestione più efficiente e sempre più attenta all’ambiente che salvaguardi sia le risorse energetiche che idriche dei territori.

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