Blocco dei trasporti: sessanta stazioni di servizio su 100 a secco

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    Fila davanti alle pompe di benzina, quasi a secco (Foto Ansa )

    Tornano alla mente spettri da carestia, dove a mancare nei banconi dei negozi potrebbe essere tutto e, oggi, che ci si lamenta se non si ritrova al supermercato la marca di latte preferita ai nostri palati, o l?ultimo bagnoschiuma di grido, l?idea che uno sciopero degli autotrasportatori possa mettere in discussione la possibilità di ritrovare ciò che cerchiamo, potrebbe scatenare vere e proprie ansie e crisi di panico da parte di qualcuno.

    A rendere ancor più problematico il quadro, la scarsezza di carburanti presso le stazioni di servizio, stante la protesta serrata delle sigle sindacali della categoria che dichiarano essere stata massiccia, al di sopra del 90% .

    Camionisti in gruppo, bloccano autostrada A1 ( Foto Ansa )

    Stavolta, la situazione ha riguardato tutta l?Italia e non più a macchia di leopardo, come avvenuto in altra occasione, ma se soffre Marghera fino a Torino, non sta senz?altro bene Milano, Padova e neanche Catania e il capoluogo siciliano. Blocchi stradali si sono verificati, secondo le rilevazioni fatte, dal CIM di Novara, a Busto Arsizio, a partire da Bologna e per tutta la dorsale adriatica da Cesena e fino in Abruzzo. Grande l’adesione nelle aree di Roma, Latina, Aprilia, Frosinone, Viterbo, Avellino, Caserta, Napoli. Anche sulla dorsale ligure-toscana- umbra da Massa Carrara, La Spezia, fino a Genova Bolzaneto, proseguendo verso Alessandria, e poi a Perugia. In Sicilia blocchi sulla Catania Messina. Da Brindisi a Bari, da Altamura a Lecce, Gioia Tauro e Rosarno per l’area Sud.

    Diverse le dichiarazioni spontanee degli esponenti della categoria, Pasquale Russo, ad esempio, segretario nazionale Conftrasporto ha ringraziato, pubblicamente, gli aderenti che, come visto, sono tanti, che si sono astenuti dal lavoro, accusando il ministro dei Trasporti Bianchi di sconoscere i veri problemi della categoria che potrebbe giungere persino a piegare il Governo se non accetta le rivendicazioni esposte, visto che in atto, almeno stando a sentire l?esponente, sarebbero 130 mila le aziende dell?autotrasporto ferme.

    Sciopero trasporti: fila di TIR sulla tangenziale di Mestre

    E sull?onda della preoccupazione che tale blocco possa prolungarsi fino al 14 dicembre, scende in campo anche Confesercenti che invoca da parte del Governo e delle categorie in sciopero, un incontro per scongiurare la possibilità di una paralisi totale nei giorni proprio a ridosso delle festività natalizie, con grave danno, fra l?altro, per l?economia del Paese.

    Alto l?allarme anche da parte di Coldiretti che teme danni per milioni di euro “Se la vertenza degli autotrasportatori non si sbloccherà e, quindi, continuerà nei prossimi giorni, c’è il fondato rischio per la consegna dei prodotti come il latte, la farina e gli ortofrutticoli”. Per le associazioni agroalimentari, infatti, il blocco dei tir può ripercuotersi sul sistema con un danno sia per i consumatori (“C’è il pericolo che nei mercati e sugli scaffali di negozi non si possono trovare prodotti di prima necessità, a cominciare da latte e pane. Stesso discorso per frutta e verdura che non vengono ritirate dai campi”) sia per gli agricoltori “che rischiano di vedere invenduta la loro produzione”.

    Dello stesso tenore, anche l?allarme dell?altra sigla del settore agroalimentare, la Cia, “Migliaia di tonnellate di frutta e verdura rischiano di marcire nei campi, nei magazzini o nei mercati generali completamente bloccati dallo sciopero dei trasporti che impedisce anche ai prodotti alimentari di essere distribuiti sul mercato”. E ” se il fermo si protrarrà a lungo a rischio c’è anche la distribuzione delle specialità tradizionali del Natale”.

    E, in questo contesto che dicono le Associazioni dei Consumatori? Secondo Adiconsum, per bocca del suo segretario generale, Paolo Landi, si tratta di “Un fermo ad orologeria che rischia di essere un alibi per un aumento dei prezzi.Una tariffa di 0,70 cent/km per un Tir è certamente un indice di sfruttamento del lavoro, ma è anche una riprova delle ampie rendite all’interno del settore – ha commentato Landi – La manifestazione degli autotrasportatori di 5 giorni, oltre a provocare gravi disagi a chi viaggia, rischia di essere strumentalizzata per giustificare ulteriori aumenti del prezzi, soprattutto in considerazione che il fermo avviene alla vigilia di Natale”. Per l’Adiconsum i problemi sollevati, quali il sistema del subappalto o l’evasione delle norme da parte degli autotrasportatori esteri, devono trovare risposte al tavolo del Ministero. E puntualizza: “I consumatori tuttavia ritengono anche necessario che si affronti il problema di uno spostamento del traffico da gomma su rotaia sempre promesso, ma mai realizzato”.