Bristol, la supersportiva ibrida dai bassi consumi [FOTO]

Bristol, la supersportiva ibrida dai bassi consumi [FOTO]
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    Riprenderà lo stile della Italdesign Namir o cambierà strada? Certo è che la Bristol, marchio inglese sconosciuto ai più – nonostante abbia alle spalle una storia lunga oltre 60 anni – tornerà a produrre una supercar ibrida e lo farà entro fine anno.
    La data accreditata per il debutto è il Festival di Goodwood, appuntamento fissato in luglio e già palcoscenico di altre fantastiche proposte ibride, tra cui la Infiniti E-Merge, la più vicina come concetto alla supersportiva di Bristol. Le indiscrezioni rilanciate da Autocar legano il progetto al concept Namir, frutto della matita di Giorgetto Giugiaro ed esposto ormai quattro anni fa al Salone di Ginevra 2009.

    Linee tese e spigolose, parabrezza inclinato ed esso stesso elemento centrale nel design della Namir, il concept era spinto da quattro motori elettrici alimentati da un propulsore a benzina Wankel di appena 814 cc. Il suo compito era esclusivamente quello di fornire energia alle batterie agli ioni di litio posizionate sotto al pianale. Più corretto definirla ibrida che auto elettrica la Namir (e la futura Bristol, quale che sia il design definitivo), perché quel motore rotativo – già noto perché in passato impiegato da Mazda, prima che i giapponesi abbandonassero definitivamente la produzione – emette Co2 e, come tale, inquina. Solo 60 g/km, cioè una percorrenza media di quasi 40 km/litro, numeri che lasciano senza parole se abbinati ad altri, meglio rappresentativi delle prestazioni della Namir: 3.5 secondi per accelerare da 0 a 100 orari, 10.4 per lo 0-200, oltre 300 km/h di velocità massima.

    Tornando al progetto Bristol, attualmente proprietà della Frazer-Nash e finanziata con fondi indiani, l’unica certezza riguarda lo schema tecnico con range extender e quattro motori elettrici.

    «Nella migliore tradizione della Bristol, il nuovo modello avrà una trasmissione ibrida che racchiude il meglio della moderna ingegneria britannica. La carica per le batterie arriverà da una presa di corrente o dal motore a combustione interna e non ci saranno differenziali meccanici. Il risultato sarà una macchina di lusso senza eguali», si legge sul sito della casa.

    Nata nel 1947, la fabbrica alle porte di Bristol (dalla quale prende il nome) è stata impegnata anche in Formula 1 come fornitore di motori negli anni Cinquanta.

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