Buche stradali: vergogna italiana

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    Buche stradali a Roma

    Non è poi neanche vero che il Nord ed il Sud d’Italia alla fine siano così lontani ed inavvicinabili; hanno almeno un elemento in comune che di fatto li unisce in maniera quasi indissolubile; le buche delle strade.

    Sono così tante le voragini che in maniera quasi omogenea interessano la stragrande maggioranza delle strade italiane che esistono persino siti specializzati che ne individuano e ne aggiornano costantemente la dislocazione, in un crescendo di vergogna che accomuna a vario titolo i tanti Amministratori della cosa pubblica in Italia.

    Difficilmente esiste un altro stato dell’opulenta Europa, almeno fra quelli industrializzati nel mondo, ricordiamo che l’Italia è ancora considerata la settima potenza industriale del pianeta, che può vantare, come il Bel Paese, una rete stradale, soprattutto all’interno delle città, vera e propria groviera e, come è ovvio che sia, che mette a serio repentaglio la vita stessa dei cittadini in perfetta antitesi coi requisiti minimi della Sicurezza Stradale della quale la UE stessa cerca di farsi paladina da qui ai prossimi quattro anni.

    Inutile ricordare che una sola buca della strada, oltre ad un senso di inciviltà che trasmette, è essa stessa fonte inesauribile di incidenti e non soltanto per pedoni e motociclisti ma anche per automobilisti spesso costretti a vere e proprie gesta eroiche per evitarla con la conseguenza di generare, sovente a seguito di una sola manovra, tutte le premesse per un incidente stradale.

    A puntare il dito sulla piaga il Componente del Dipartimento Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, che individua nell’ inciviltà e nell’incuria che pare sia una scelta obbligata di alcune pubbliche amministrazioni, i cui bilanci vacillano per gestioni spesso non oculate, ma che non esime tratti di strade gestite dai privati, tutto il nocciolo della questione.

    Ricorda D’Agata lo stato di pressapochismo da parte di troppe Amministrazioni impegnate a “tappare” qua e là la disomogeneità del manto stradale o le buche vere e proprie con interventi tampone che non risolvono nulla se non la pura e vera emergenza e che palesano molto spesso la loro fragilità.

    A parte il segno dell’incuria e del degrado denunciato dalle condizioni pessime di troppe strade italiane, spesso unito allo stesso segno di abbandono che mostrano interi nastri stradali riparati con soluzioni precarie, non è più ammissibile che in Italia ci si debba ancora confrontare con questo stato di situazioni e dunque, il rappresentante di Italia dei Valori, auspica “un rigoroso intervento normativo in materia, che obblighi gli enti proprietari o gestori a mettere in sicurezza le strade, specie dei centri urbani e quelle ad alto volume di traffico e l’istituzione di un organismo di controllo che verifichi da una parte il corretto utilizzo dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie da parte delle P.A., che ai sensi dell’art. 208 del Codice della Strada devono essere utilizzati con esclusive finalità preventive e di educazione stradale, e dall’altra il puntuale adempimento degli obblighi contrattuali dei gestori in tema di miglioramento della rete stradale “.