Calendario Pirelli: pronta l’edizione 2010

Ed è con queste premesse che è stato presentato a Londra il Calendario Pirelli serie 2010, all’alba dei 37 anni di vita trascorsi fra uno scatto ed un altro a segnare un’intera epoca

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    Calendario Pirelli: pronta l’edizione 2010

    Se oggi qualcuno sostenesse che in origine il calendario Pirelli veniva visto come un qualsiasi altro almanacco in uso ai camionisti per deliziarsi la vista nei lunghi periodi passati all?interno del mezzo, non saranno pochi quelli che avrebbero da ridire di fronte a tale affermazione.

    Ma è anche vero che solo negli ultimi anni lo ormai storico calendario Pirelli è divenuto una vera e propria icona della fotografia quale arte ai massimi livelli e volta alla celebrazione del corpo femminile incastonato all?interno di amene località geografiche nel mondo atto a risaltarne le fattezze alla stregua di quanto si farebbe con la ricerca della natura all?interno di zone del mondo di irripetibile bellezza alla stregua della statuaria armonia della modella di turno.

    Ed è con queste premesse che è stato presentato a Londra il Calendario Pirelli serie 2010, all?alba dei 37 anni di vita trascorsi fra uno scatto ed un altro a segnare un?intera epoca. Gli ultimi scatti in ordine di tempo ritraggono località in Brasile che seguono quelli ripresi due anni fa in Cina e l?anno scorso nel Botswana ritratto da Peter Beard. Tuttavia quest?anno pare esserci una caratteristica aggiuntiva rispetto al passato, l?accentuazione dei tratti dell?eros reperibili in ogni immagine del celebre almanacco cui il fotografo pare essersi dilungato maggiormente.

    Foto tratte da:Quattroruote

    “Un grande fotografo – ha dichiarato Richardson coglie il momento; per questo fotografo senza apparati e senza assistenti. La mia tecnica è l’assenza di tecnica: l’obiettivo sono i miei occhi, il mio carisma, la mia capacità di catturare attimi di verità, qualunque essa sia, i tagli delle immagini, l’uso del colore, le luci, le ambientazioni sono sempre stati i punti essenziali della mia arte fotografica”. Una sorta di genuina ricostruzione delle immagini trattate come un tempo quando non si possedeva la tecnica necessaria per apportare ritocchi ed elaborazioni particolari per rendere più bella la scena ritratta che fanno giustizia della bellezza reale e mai artefatta delle modelle che quest?anno provengono da Paesi quali l?Australia, l?Ungheria, la Serbia, la Gran Bretagna ed il Brasile stesso; nessuna modella italiana, invece!