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Cambio a sette marce: cos’è e come funziona il moderno ritrovato tecnologico

Cambio a sette marce: cos’è e come funziona il moderno ritrovato tecnologico

L'ultimo ritrovato tecnologico in auto è il cambio a sette marce

da in Meccanica automobilistica, Volkswagen Golf
Ultimo aggiornamento:

    Cambio a sette marce

    Si parla sempre più spesso di cambi marce a sette rapporti e sempre di più di cambi a doppia frizione ed a questo punto occorre ricordare che tale tecnologia è abbastanza recente nell’utilizzo su strada, visto che i primi modelli che adottarono tale sistema sono datati 2003, per il resto il tutto nacque, come tante altre volte accade, dal mondo delle corse.

    La prima auto a servirsi del cambio a doppia frizione è stata una Volkswagen Golf R32, seguita dopo un breve periodo dall’AUDI TT e, via, via, da molti modelli potenti delle due Case automobilistiche che l’hanno adottato.

    Da qualche tempo in quest’ambito si è cimentata anche Ford, Volvo e BMW che lo adotta sulla M3; a breve anche Nissan e Mitsubishi per le giapponesi e Fiat per l’Italia che sta anch’essa per attraversare il guado.

    Il vantaggio di un cambio a doppia frizione è dato, oltre che dalla facilità d’utilizzo e razionalizzazione delle cambiate, anche dall’abbassamento drastico dei consumi, dove, a sostituire il lavoro del conducente, che per questo non dispone più del pedale della frizione, come già avviene nei cambi automatici, provvede l’elettronica sempre più sofisticata.

    Il meccanismo dei cambi a doppia frizione è relativamente semplice, infatti, se immaginiamo il cambio marce tradizionale, dobbiamo pensarlo da due alberi formato dove su uno agiscono le marce dispari che a loro volta agiscono sulla trazione anteriore, sull’altro le marce pari e la retromarcia.

    Le auto a trazione integrale, c’è da ricordare, fin’ora non possono usufruire di questo particolare cambio.

    Succede così che quando si viaggia con una marcia anche quella rispettivamente più alta,è contestualmente inserita anche la più bassa, se si rallenta, il tutto sotto lo “sguardo” attento di una centralina elettronica. Nella pratica accade che la settima marcia si può tenerla anche a bassa velocità esempio a 60 km/h , il che significa bassissimi consumi ma se serve improvvisamente gas per aumentare la velocità, pensiamo, ad esempio per effettuare un sorpasso, basterà schiacciare il pedale dell’acceleratore e l’auto scalerà di marcia in un battito d’ali, fino alla seconda marcia, se mai occorresse.

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