Camion e stragi stradali: cifre da brivido

Camion e stragi stradali: cifre da brivido

In Italia un'incidente si e uno no, provocato da un camion

da in Mondo auto, Sicurezza Stradale

    In Italia più di 50 incidenti sono provocati dai camion o questi mezzi, a qualsiasi titolo, ne entrano a far parte

    Ecco un altro dato impressionante in tema di sicurezza stradale, ma forse a questo punto meglio sarebbe parlare di… insicurezza stradale; in Italia, su 100 incidenti stradali, 53 sono provocati o comunque vi entrano a far parte, camion e mezzi pesanti in genere, lo rivela Quattroruote in un’inchiesta.

    E ora di dire basta a questo immobilismo, mettiamo fine a questa sorta di rassegnazione di fronte al continuo snocciolamento di cifre che hanno reso le nostre strade un mattatoio, un luogo ove si dovrà perdere ogni speranza una volta entrati e per molti mai più usciti.

    Al solito, si cercano le responsabilità e si scoprono cose inaudite, ad esempio, conducenti di mezzi pesanti stranieri che adducono la mancata conoscenza di certe regole stradale italiane rispetto al loro modo di guidare: Fandonie, non è così, molto spesso, certi camionisti stranieri, quando guidano all’estero sono ligi al dovere, in Italia, invece, fanno il comodo loro. E poi, chi sono i responsabili che dovendo intervenire sulla nostra sicurezza stradale, al solito non provvedono. Perché non esiste una norma che obblighi i conducenti stranieri a sostenere un esame atto a far conoscere le nostre “arcane” regole di guida….

    Il motivo è ben altro e lo conosciamo tutti, innanzitutto, non è stata fatta una politica che dirottasse il traffico su gomma a quello su rotaie, per il semplice fatto che le Ferrovie dello Stato sono un carrozzone che fa acqua da tutte le parti. Non si son volute o potute, per essere benevoli, fare le autostrade del mare, che avrebbero veicolato i mezzi pesanti sulle navi, con grande respiro per la circolazione stradale. Non si è intervenuti sullo stato vergognoso, degradante e increscioso della nostra rete autostradale, laddove si sono scoperti cantieri privi della necessaria copertura finanziaria per il proseguimento delle opere, con balletti di responsabilità fra Amministrazioni Locali e Enti Pubblici. Non si è adeguatamente energici nel bloccare le proteste di quelle popolazioni, quasi sempre capitanate da gruppi politici, che si oppongono alla realizzazione di opere pubbliche di respiro per il nostro Paese.

    Tutto ciò fa da contorno ad una situazione insostenibile, di vero e proprio collasso della mobilità in Italia e di grande pericolo per l’incolumità di tutti. Nello specifico e riguardo ai mezzi pesanti, bisogna interrogarsi sul fatto che troppo spesso i conducenti sono stati sorpresi alla guida, in tutt’altre faccende affaccendati, leggasi conversazioni interminabili al cellulare, stessa cosa avviene per i conducenti di pulman, senza che qualcuno sia intervenuto energicamente revocando la patente a questi potenziali pericoli pubblici. E chi controlla lo stato di grazia, durante la guida dei mezzi pesanti, di alcuni conducenti che, dopo essere rimasti coinvolti in incidenti, si scopre avevano fatto uso di sostanze stupefacenti.

    Non si vuole criminalizzare un’intera categoria di lavoratori instancabili, come sono i camionisti e i conducenti di autolinee che vanno su e giù per l’Italia e che patiscono essi stessi il degrado delle nostre strade. Ma bisogna cambiare anche l’atteggiamento remissivo che, purtroppo, stiamo imparando ad assumere, in una sorta di immobilismo mentale che ci porta a subire, come una iattura, l’evidenza di una situazione inverosimile che si verifica nelle nostre strade.

    E allora, che si comincino a ripartire le responsabilità di chi è preposto a compiere il proprio dovere e non lo fa, indigniamoci di fronte a situazioni che ci vedono col minor numero di agenti della Polizia Stradale sguinzagliati per strada, e, assistendo, per l’ennesima volta, al balletto di cifre che indicano, come nel nostro Paese, più di metà degli incidenti stradali siano provocati o interessati dai mezzi pesanti, pretendiamo che qualcuno paghi, ma davvero, pretendiamo, insomma, che vi sia certezza della pena per coloro che a qualsiasi titolo si siano resi responsabili di una strage, anche se in quel momento si trovavano a centinaia di chilometri lontani dal luogo del sinistro

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