Camionista: gli ritirano la patente e si spara

da , il

    Un semplice controllo della Polizia Stradale, costa la morte per suicidio del giovane multato

    Un fatto di cronaca nera, fra i tanti che, purtroppo, costellano giornali, radio,tv, ai quali abbiamo, ahimè fatto anche l?abitudine e che potrebbe passare inosservato come i molti che fluiscono negli sguardi veloci di chi legge un giornale ma che, stavolta, sarà perché pervaso da una buona dose di umanità, ha finito per impressionarci di più, per quel carico di emotività che inonda l?animo del lettore o, perché, stavolta, non sappiamo neanche noi da che parte stare, coi ?cattivi?, che violano la Legge o coi ?buoni? che la fanno osservare.

    Tutto nasce da un controllo della Stradale, ad un giovane automobilista che, dopo una semplice prova dell?etilometro, risulta essere positivo e, dunque, da sanzionare; del resto, superando la fatidica soglia di 0,5 grammi di alcol, viene rilevato quel tasso che non consente più di guidare. Espletate le norme di rito, gli Agenti ritirano la patente del giovane che giustifica animatamente il fatto di aver bevuto solo qualche bicchiere di birra, ma non è per niente alticcio, a confermarlo il suo compagno di viaggio al quale gli Agenti, stranamente, se non forse nel disperato tentativo di graziare il conducente, eseguono la stessa prova, ma?. anche il passeggero ha una quantità di alcol troppo elevata per potersi mettere alla guida. Non resta altro da fare che eseguire le norme, sanzione pecuniaria e ritiro di patente.

    Il multato si dispera, non si da pace, non riesce a trovare una soluzione al fatto di essersi trovato,tutto d?un tratto, senza la sua patente di guida e, allora, torna a casa, prende una pistola e si spara!

    Motivo, senza patente perderà il lavoro, è guardia giurata presso una Società che effettua trasporto valori, in effetti, senza più il prezioso documento, non potrà più lavorare.

    Il pensiero assilla il lettore di questa tragica notizia, si diceva che non si sa da che parte stare, istintivamente dalla parte degli Agenti, null?altro han fatto che applicare le norme e, del resto, quante volte, per un attimo, ci saremmo voluti sostituire alla Polizia per sanzionare, magari ancora più aspramente, comportamenti scorretti di tanti automobilisti. Ma stavolta è diverso, la linea di demarcazione fra i ?buoni e cattivi? non è per niente netta, perché la pena cui è andato incontro il ?cattivo? di turno è stata spropositata alla infrazione delle regole; certo, si dirà, l?insano gesto è stato perpetrato dall?autore stesso ed infatti, il gesto è insano per questo, ma come non pensare ad una persona che con molte difficoltà trova un lavoro e che se lo vede sfumare, per una leggerezza di quelle, delle tante che oggi i giovani si concedono, di quelle stesse che avrebbero potuto farlo morire alla guida di un?auto guidata in stato di ebbrezza.

    Non si può pensare, dunque, neanche lontanamente di indirizzare il nostro disappunto sugli Agenti che, per altro, da ciò che appare, avevano persino dimostrato una certa comprensione, ma non riusciamo stavolta a non pensare che sarebbe bastato davvero poco, un pizzico di attenzione in più e, forse, di responsabilità e di informazione maggiore, da parte della vittima, per evitare il dramma di una giovane vita spezzata per sempre, perché, qualche volta, il male non sta da nessuna parte, forse nella leggerezza nel pensare che ci sia sempre qualcosa o qualcuno a toglierci dai guai, sulla presunzione che i controlli non ci sono quasi mai, che la pena non la si applica, neanche quando si commette un reato, che fermano sempre gli altri, che muoiono solo le altre persone, ma stavolta, non c?era nessun altro pronto a sostituirsi al personale destino, che si è consumato, con tragiche modalità.