Capitombolo Ford!

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    Grave crisi per Ford

    Manca appena un giorno all’apertura dei battenti del Salone di Detroit e, proprio una delle Case automobilistiche più favorite, la Ford, “capitombola” e, persino il suo massimo esponente, Alan Mulally, neo-amministratore delegato della Casa americana, si lascia andare ad uno sfogo, definendo, il 2007, dopo il difficile 2006, «annus horribilis»!

    «Non so se saremo pronti a rinnovare il 70% della gamma delle nostre vetture entro il 2008, ma penso che riusciremo a raggiungere un completo ricambio entro il 2010», ha ribadito il presidente, ma ciò che più sconcerta l’alto dirigente, ultima spiaggia per il gruppo Ford, grazie al curriculum brillante di Mulally, è il capire perché mai una Casa, icona storica dell’automobilismo mondiale, presente sul mercato da ben 104, non riesca più a soddisfare le diverse e, forse, mutate esigenze del suo pubblico, col risultato che per il marchio americano si contano perdite pari a 7 milioni di dollari, prossimi a diventare ben 10 milioni e mezzo.

    Il quadro appare più drammatico che mai, addirittura c’è chi profila la bancarotta, qualora la famiglia Ford non intervenisse a rifinanziare le perdite, attualmente si parla di 25 milioni la somma messa a disposizione dagli azionisti di maggioranza, ma gli esperti pensano che anche questa cifra potrebbe non bastare a non far crollare a picco la Casa dell’ovale azzurro…..

    Una cosa è certa, che il passaggio verso il risanamento, come si immaginava un anno fa, sarebbe avvenuto fra “lacrime e sangue” e così è stato, 16 impianti chiusi e licenziamento di 44 mila addetti, compresi i prepensionamenti che, nonostante i tagli tanto drastici, non assicureranno, entro il 2009, la ripresa di Ford.

    Insomma il marchio americano è in una crisi storica senza uguali, con maestranze, giustamente, dal canto loro scontente, sindacati inviperiti e debiti a iosa, per non parlare del futuro fosco che si profila per l’’azienda. Intanto si continua a discutere dell’opportunità di vendere Jaguar, così come è stato fatto per Aston Martin e, intanto, Mulally, guarda alla concorrenza più diretta per Ford, i giapponesi in particolare e Toyota, nello specifico.

    Il motivo, capire perché, Case sicuramente prestigiose come appunto la Toyota, ma sicuramente senza l’eredità e l’esperienza di Ford, riescano a primeggiare a “spese” degli altri e da queste risposte dipenderà, forse, tutto il destino della Casa americana e del suo top manager, perché, se si perde il classico ultimo treno, Ford potrebbe appartenere, presto, all’album degli antichi ricordi e, quest’eventualità non farà piacere a nessuno, concorrenti compresi.