Car Sharing: limiti di un servizio che non decolla

Car Sharing: limiti di un servizio che non decolla

Il car sharing è un servizio che in alcune città ha fallito

da in Car Sharing
Ultimo aggiornamento:

    car sharing servizio

    Il car sharing ha fallito? Sembrerebbe di si, soprattutto in alcune città dove non sempre è facile utilizzare al meglio questo servizio che permette a chiunque di usare l’auto solo quando serve e per il tempo necessario, a prezzi non troppo elevati. Per chi usa poco il mezzo non serve pagare il costo di una vettura che poi per molto tempo rimane ferma, magari dovendo aggiungere poi anche le spese del box o del parcheggio, oltre al bollo, l’assicurazione e la manutenzione. Ma ne vale davvero la pena? E’ utile? O è meglio lasciar perdere?

    Questa opportunità non ha avuto un grande seguito, alla fine la gente preferisce ancora acquistare le automobili e mettere da parte il car sharing. In una città come Roma il servizio non funziona come dovrebbe, ed è questo uno dei principali motivi. La sua gestione avrebbe bisogno di un miglioramento, che non è però detto sia possibile, bisogna anche tenere in considerazione e valutare quelle che sono le esigenze della popolazione e del territorio.

    A Roma queste auto hanno i loro posti riservati con cartello che comunica la rimozione agli altri, ma questa, quando il posto viene occupato da altri, non avviene mai e nella maggior parte dei casi, quando vengono chiamati, i vigili non sono presenti. Nella maggior parte dei casi il parcheggio è quindi occupato. Secondo il regolamento se ne deve cercare uno nelle vicinanze, purché sia regolare. Cosa impossibile in alcune ore del giorni e in zone molto frequentate.

    Per questo gli automobilisti lasciano la vettura in posti che sono a rischio multa, per loro oltre il danno potrebbe arrivare dunque anche la beffa. Bisogna poi pensare anche al fatto che la società che gestisce il car sharing può far pagare una penale di 100 euro quando la macchina viene lasciata in posizione irregolare. Inoltre quando si cerca un parcheggio in un punto diverso bisogna avvertire.

    C’è poi un pulsante per chiamare gli operatori, ma è un servizio che sarebbe male organizzato, con lunghe attese e telefonate che si interrompono spesso

    Un altro problema è la quota di un quarto, che indica il livello minimo del serbatoio, sotto il quale si deve fare benzina, pena il pagamento di una penale. Se questo succede di giorno si può, ma se capita di notte non sempre è facile trovare un distributore aperto e se questo non rientra in uno speciale circuito Agip si devono anche anticipare i soldi e farseli restituire, con ulteriore perdita di tempo. C’è anche chi ha dovuto pagare la penale anche la macchina aveva almeno un quarto di serbatoio pieno.

    Disservizi anche con la card: qualche macchina non si apre anche se la card funziona bene con altre. Un limite che ha portato via alla società del car sharing del tempo per capire quale fosse il problema, senza contare che ogni volta che si chiama l’operatore con il proprio telefono si paga, anche se bisogna segnalare una disfunzione del servizio.

    Questo è anche poco utile per le emergenze come servizio perché non sempre si trovano delle auto nei punti più vicini e c’è anche chi sostiene che le auto siano poco pulite. Con tutto ciò sono già in parecchi che hanno deciso di lasciar perdere un servizio che non funziona e di andare in una concessionaria ad acquistare un’auto. Dipende anche dalla città in cui si vive e da quelle che sono le proprie esigenze, sia lavorative, che del tempo libero.

    618

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Car Sharing
     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI