Carburanti: Associazioni dei Consumatori quanto mai preoccupate

Carburanti: Associazioni dei Consumatori quanto mai preoccupate

Presa di posizione contro questo esagerato aumento dei prezzi dei carburanti ci viene anche dall’importante Associazione dei Consumatori, quale è l’Adoc, che torna alla carica chiedendo di diminuire le accise sui prodotti petroliferi, da una parte, cercando anche di incentivare il numero di pompe bianche, ovvero, quelle senza “bandiera”

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    E’ divenuto il tormentone di ogni festività, quello relativo all’aumento del presso dei carburanti che ad ogni piè sospinto torna sempre in auge. Basti vedere cosa è accaduto nelle ultime festività pasquali, passate le quali il costo del litro di benzina alla pompa è giunto a 1,425 euro e quello del diesel a 1,25 e non solo, è bastato far trascorrere il giorno di Pasquetta e si son fatte sentire le Compagnie come la Erg e la Q8 che si son date da fare immediatamente per aumentare il listino dei loro prodotti, come testimoniato anche da Quotidianoenergia.it che monitora la situazione sul fronte dei prezzi dei carburanti.

    “Il rientro dalle festività pasquali riserva nuovi aumenti sulla rete carburanti. Dal consueto monitoraggio di quotidianoenergia.it emerge, infatti, che Erg ha rialzato di 1 centesimo il prezzo di riferimento della benzina e del diesel portandosi rispettivamente a 1,418 euro/litro e 1,244 euro/litro, mentre Q8 è salita di 1,4 centesimi su entrambi i prodotti fino a 1,424 e 1,254 euro/litro. Shell, infine, ha ritoccato all’insù di 0,2 centesimi il prezzo della verde, ora a 1,424 euro/litro, e di 0,5 centesimi quello del gasolio, a 1,254 euro/litro. Ferme tutte le altre compagnie, con Agip che non varia i listini dal 18 marzo”.

    Presa di posizione contro questo esagerato aumento dei prezzi dei carburanti ci viene anche dall’importante Associazione dei Consumatori, quale è l’Adoc, che torna alla carica chiedendo di diminuire le accise sui prodotti petroliferi, da una parte, cercando anche di incentivare il numero di pompe bianche, ovvero, quelle senza “bandiera” “Occorre abolire le accise introdotte per eventi eccezionali dal 1935 al 2004, e poi rese permanenti, per un taglio di 30 centesimi di euro sul prezzo al consumo di un litro di benzina – dichiara Carlo Pileri, presidente dell’Adoc – molte delle accise furono introdotte in seguito ad eventi eccezionali e temporanei, come la guerra di Abissinia del 1935, il terremoto del Belice del 1968 o quello dell’Irpinia dell’80. Nonostante il cessare della situazione straordinaria, le tasse non sono state abolite.

    Con il risultato che oggi siamo costretti a pagare un balzello di 0,30 euro, Iva compresa, per situazioni che hanno avuto la loro fine anche 70 anni fa. Solo queste accise incidono sul costo finale delle benzina per il 21%, tagliandole si otterrebbe un risparmio di circa 360 euro l’anno per automobilista”.

    Soltanto per capire quanto pesano le accise basta osservare come, al di là di quelle previste “naturalmente” ci sono anche accise straordinarie e qui si sfiora persino il ridicolo se solo si pensa che su un litro di carburante dobbiamo riconoscere oneri per queste emergenze:

    1,90 lire per la guerra di Abissinia del 1935;
    • 14 lire per la crisi di Suez del 1956;
    • 10 lire per il disastro del Vajont del 1963;
    • 10 lire per l’alluvione di Firenze del 1966;
    • 10 lire per il terremoto del Belice del 1968;
    • 99 lire per il terremoto del Friuli del 1976;
    • 75 lire per il terremoto dell’Irpinia del 1980;
    • 205 lire per la missione in Libano del 1983;
    • 22 lire per la missione in Bosnia del 1996;
    • 0,020 euro per rinnovo contratto autoferrotranvieri 2004.
    Totale accise = 0,25 euro (+ Iva su accise di 0,05 euro = 0,30 euro)

    Sono anche preoccupate altre Associazioni del calibro di Federconsumatori e Adusbef che di fronte ad aumenti continui e spesso ingiustificati che si abbattono come una mannaia sul bilancio familiare, fino adesso per maggiori costi pari a 210 euro,col rischio che si arrivi ad una situazione ancora più insostenibile per le famiglie italiane, oltretutto già colpite da una vasta serie di rincari e in precarie condizioni economiche.

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