Carburanti: contro gli aumenti uno sciopero dell’auto

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E-se-provassimo-ad-attuare-lo-sciopero-dell’auto-per-ribellarci-all’aumento-dei-carburanti?

Quello dell’aumento del costo dei carburanti, la benzina è giunta fino a 1,432 euro ed il gasolio a 1,26 euro, è divenuto una storia infinita, dove da una parte si assiste ad un immobilismo colpevole delle Istituzioni, dall’altro al potere speculativo dei petrolieri e delle Compagnie petrolifere e dall’altro al comportamento parossistico degli utenti per lo più spalleggiati e invitati a far valere i propri diritti da parte delle Associazioni dei Consumatori che oggi cominciano a parlare di sciopero dell’auto.

Oggi ad esempio scende in campo Staffetta Quotidiana, altra Associazione che dichiara come: “Spinti dall’aumento delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e dal bisogno delle compagnie di rimpinguare i margini, anche nel fine settimana i prezzi dei carburanti hanno conosciuto lievi correzioni al rialzo. In particolare, la consueta rilevazione della Staffetta Quotidiana segnala questa mattina aumenti per Erg (+0,5 centesimi sulla benzina a 1,423 euro/litro e +1 centesimo sul gasolio a 1,254 euro/litro), Tamoil (+0,5 centesimi sul gasolio a 1,259 euro/litro) e Total (+0,5 centesimi su entrambi i prodotti a 1,429 euro/litro e 1,259 euro/litro)”.

Anche Polidream Assortenti scende in campo ma invocando una mobilitazione di massa che nei fatti sia diversa dalle attuali portate avanti fino adesso e che dovrebbe fare leva sulle stesse molle attuiate sul modello delle sigle sindacali dei lavoratori pronti a scendere in campo quando il lavoro è messo in crisi o si pretendono aumenti. In altre parole, dicono all’Associazione, proponiamo uno sciopero dell’automezzo privato, che deve durare almeno una settimana, e comunque fino a quando le nostre proposte saranno accolte. Si tratta di usare qualsiasi mezzo pubblico, treno, bus o metropolitana, o ancora meglio la bicicletta (per chi può), fino a quando il prezzo della benzina non scenda almeno di 30 centesimi a litro, proprio quell’importo che praticamente ci viene rapinato sistematicamente dal governo e dai petrolieri”.

Sembra una rivendicazione assurda ma che dovrebbe trovare soluzione anche con l’annullamento di quelle accise che tutti conosciamo che non sono più una tantum, semmai “una-semprum”: “Praticamente su ogni litro di benzina paghiamo ancora: la guerra di Abissinia del 1935; la crisi di Suez del 1956; il disastro del Vajont del 1963; l’alluvione di Firenze del 1966; i terremoti del Belice (1968), del Friuli (1976) e dell’Irpinia (1980); il contingente di pace del Libano del 1983; la guerra della Bosnia del 1996; l’aumento ai ferrotranvieri del 2004″.

Fonte | Help Consuamtori

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Yje 13 aprile 2010 19:17
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ottimo ottimo…ma chi sa chi lo fara veramente!

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14 aprile 2010 11:41
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inoltre sulle citate accise viene applicata anche l’iva!

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15 aprile 2010 15:26
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Gia’ su questo forum ho sentito dire alcune volte che bisognerebbe limitare i consumi di carburante perche’ meno domanda corrisponderebbe ad un ribasso dei prezzi. In effetti non sarebbe male pero’ aggiungerci anche uno sciopero, ma fatto come si deve (altrimenti non serve a nulla).

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