Carburanti: gli aumenti indiscriminati rischieranno di paralizzare l’economia, monito dell’Unione Europea

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    L'aumento incontrollato del petrolio e di conseguenza dei carburanti rischierà di paralizzare l'economia europea

    L?aumento del costo dei carburanti, seguito dall?impennata del costo al barile del petrolio, schizzato ad oltre quota 100 dollari al barile, sta avendo ripercussioni pericolose sulla nostra economia al punto che persino l?Unione Europea teme che da questo possa determinarsi una minore crescita economica del Vecchio Continente.

    Ma si segnalano anche le reazioni di due grande Associazioni, Adusbef e Federconsumatori che temono la ricaduta di questi aumenti anche sui beni di largo consumo, compresi i costi per il riscaldamento, dei costi della luce, del gas, al punto che si preannuncia un maggiore aggravio per ogni famiglia di quasi 400 euro all?anno che potrebbero giungere persino a 480 euro.

    Eventuali soluzioni potrebbero anche essere di carattere strutturale, come affermato dalle due sigle, ma anche sul carico fiscale.

    La ricerca di un piano energetico comune fra i vari Paesi dell?Europa dovrà passare, secondo Adusbef e Federconsumatori, non solo sul risparmio energetico di cui dovranno farsi carico anche le famiglie italiane e degli altri Paesi, ma anche dalla ricerca di fonti alternative quali il fotovoltaico ed eolico oltre alla costruzione di nuovi rigassificatori e nuovi gasdotti.Lo stesso sistema di distribuzione di carburanti dovrà essere più snello, moderno ed efficiente passando da diversi punti qui riassunti:

    1) Riorganizzazione e razionalizzazione dell?intera rete, superando le concentrazioni di distributori in un?unica piazza. Ciò comporterebbe risparmi pari a circa 6 centesimi.

    2. Apertura negli ipermercati di distributori di carburante. Con risparmi pari a 7 ? 8 centesimi.

    3. Cancellazione degli inutili gadget, o loro trasformazione in sconti o buoni benzina. Risparmi pari a 1,5 centesimi.

    4. Arricchire tutti i punti di rifornimento del sistema self-service ed innovarlo attraverso il mantenimento del prezzo relativo dopo l?orario di chiusura con il sistema di tele-controllo. Ci sarebbe in questo modo un risparmio di circa 3 centesimi al litro

    5. Modernizzare tutti i distributori con le gradualità necessarie, da vendite solo oil a vendite oil-non-oil . Risparmi prevedibili attorno a 6-7 centesimi.

    A regime e con tutti questi accorgimenti, solo nel settore della distribuzione, si possono risparmiare in media per ogni litro di carburante 12- 13 centesimi.

    La ricaduta di tale risparmio comporterebbe un inferiore esborso da parte degli automobilisti di 6,00 ? ogni pieno di benzina, pari a 12,00 ? al mese e 144,00 ? all?anno.

    Ma non solo, ogni 3 centesimi risparmiati sul prezzo dei carburanti equivalgono per tutte le ricadute sui prezzi dei beni di largo consumo ad uno 0,1% sul tasso d?inflazione, che comporterebbe quindi un ulteriore risparmio di uno 0,4% su tale tasso, pari cioè ad un risparmio di 116,00 ? all?anno, con benefici per i cittadini, le famiglie ed il paese intero.

    Tutto ciò sul versante della distribuzione. Ben altro vi sarebbe da fare sul versante della produzione, a partire da:

    ? il superamento della doppia velocità speculativa del prezzo dei carburanti;

    ? il prezzo industriale degli stessi, che necessita un serio processo di investimenti in tecnologie per aumentare e migliorare le rese dei distillati. Ed inoltre intervenire per superare l?inaccettabile disparità del prezzo industriale italiano dei carburanti rispetto a quello dei paesi della comunità sapendo che ogni centesimo in più di speculazione equivale a maggior introiti per 19 milioni di euro al mese.

    ?l?acquisizione a livello internazionale di poter acquistare il petrolio in Euro anziché in Dollari, per evitare ulteriori speculazioni sui cambi.

    Insomma, qualcosa di concreto dovrà farsi, se non vogliamo rischiare di paralizzare l?intera economia del Continente e di restare al freddo per periodi sempre più lunghi dell?anno.