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Carburanti: in Piemonte si ricava dall’immondizia

Carburanti: in Piemonte si ricava dall’immondizia

    Immondizia

    Riciclare di più per inquinare meno, oggi si può, come ci insegna l’esperienza che si sta seguendo a Cuneo, in Piemonte dove per combustibile si utilizza, anche se ancora in via sperimentale, l’ “immonda” spazzatura.

    A volerlo la Pirelli, che non ha certo bisogno di presentazioni e che è riuscita con la sua sezione Renewable Energy, dai rifiuti urbani a realizzare CDR-P, una sorta di miscuglio dove si ritrovano rifiuti solidi urbani, pneumatici da rottamare e plastiche varie.

    In atto, l’inedito combustibile è utilizzato in un cementificio della zona in luogo del combustibile tradizionale col vantaggio, anche, di essere meno inquinante e di rilasciare nell’aria quantità ridotte di CO2.

    Questo sistema ha permesso un recupero di energia del 32%, si pensi che l’Europa ci richiede uno sforzo del 25% e una quantità di più di 30 mila tonnellate di CO2 in meno all’anno immessa nell’aria.


    Un esempio da seguire e che merita un grande riconoscimento al punto che, se il sistema cuneese fosse esportato in tutta Italia si eviterebbero ben dieci milioni di rifiuti solidi urbani all’anno e lo stesso quantitativo, più o meno, di CO2 sarebbe sottratto all’ambiente.

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