Carburanti: si risparmia davvero con le pompe bianche?

Carburanti: si risparmia davvero con le pompe bianche?

Si chiamano pompe bianche i distributori di carburante che non aderiscono, apparentemente, a nessuna compagnia petrolifera offrendo benzina e gasolio a prezzi più bassi; ma è sempre così?

da in Mondo auto, Prezzo benzina, Sciopero benzinai
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    Si chiamano pompe bianche e di bianco hanno solo il nome, visto che di fatto sono distributori di carburante con nessuna differenza rispetto a quello tradizionale, con la differenza che non esiste la bandiera dell’azienda petrolifera cui far riferimento.

    Diciamo che in Italia un’iniziativa del genere non è per nulla nuova, visto che esiste da quasi 15 anni, ma in un periodo in cui i costi dei carburanti sono alle stelle si fa più caso a che in un distributore di benzina si risparmi qualcosa, perché è proprio questo è il punto, in un distributore “ bianco” si vorrebbe risparmiare qualcosa, ma davvero si può spendere qualcosina in meno?

    Risparmiare si puo’

    Nel nostro Paese le pompe senza “logo” sono 2.000 circa e rappresentano poco meno del 10% dell’intera distribuzione. A queste bisogna aggiungere anche le aree di servizio all’interno degli spazi dei grandi centri commerciali ricordiamo per quest’ultimi Conad, Carrefur, Auchan, per i distributori bianchi scollegati dai Centri commerciali ricordiamo invece qualche sigla: Energia Siciliana, Maxcom, Petrol

    Perché i prezzi sono più bassi

    Sono almeno quattro i punti che fanno si che nelle “pompe bianche” si risparmi:

    1) Il “trucco”, chiamiamolo così, sta alla fonte, visto che quando i gestori di queste aree di servizio acquistano carburanti dalle società petrolifere pagano un prezzo epurato da quei costi fissi cui soggiacciono le pompe tradizionali “griffate” quali ad esempio costi per pubblicità, regalistiche etc.

    2) c’è anche da considerare che nelle regioni ove insistono raffinerie di carburanti e queste sono poste nelle vicinanze delle aree di servizio si risparmiano anche i costi del trasporto dei carburanti che incidono in maniera significativa sui costi alla pompa.

    3) Un altro risparmio è quello derivante dai costi del personale, nelle “pompe bianche” è ridotto all’osso se si pensa che si sfrutta al massimo il Fai da Te e/o l’erogazione del prodotto tramite maccchinette erogatrici automatiche.

    4) i gestori riducono anche i margini di guadagno confidando sulla quantità di merce erogata.

    C’è anche da dire che nonostante la presenza di queste aree di servizio prive di logo aziendale della compagnia petrolifera, il calo di vendita di benzina e gasolio si fa sentire ovunque in maniera significativa, visto che da un anno all’altro si registra una diminuzione di vendita della benzina in ragione del 10% e del gasolio in misura pari quasi al 5% .

    C’è davvero risparmio?

    Secondo la rivista Al Volante che ha condotto l’inchiesta il risparmio è risibile al punto che per risparmiare qualcosa come 100 euro in un anno, bisogna percorrere qualcosa come 15.000 chilometri considerato che il risparmio al litro si assesta in ragione di 0,008 euro, il che potrebbe anche andare bene se tali distributori dovessimo ritrovarceli sotto casa o nella stessa strada che ci conduce laddove vogliamo andare senza effettuare alcuna deviazione, altrimenti percorrere chilometri di strada in più per raggiungere queste aree di servizio non ha alcun senso.

    Va meglio a quei distributori di carburante collegati alle grandi catene commerciali, in questo caso, unire le due cose, fare la spesa, da una parte e magari anche il pieno di carburante, dall’altra, può essere un vantaggio anche di natura economica, oltre che pratico.

    Così come c’è sempre da sottolineare che non tutte le “pompe bianche” sono convenienti in fatto di risparmio, addirittura ci sono quelle dove si paga ancora di più di quanto si pagherebbe in una pompa tradizionale, tant’è che “Al Volante” nell’inchiesta svolta, ha pure segnalato le aree in cui la convenienza è nulla, o quasi, rispetto alla concorrenza, per non parlare quell in cui, paradossalmente, si finisce per spendere addirittura di più!

    Fonte: Al Volante comprese le tabelle di cui alla gallery relativi all’inchiesta condotta lo scorso mese di giugno 2008

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