Caro benzina: Associazioni sul piede di guerra

Caro benzina: Associazioni sul piede di guerra

    Contro gli aumenti dei carburanti, scendono in campo le Associazioni

    Secondo Codacons, ma non è l’unica sigla delle Associazioni dei Consumatori, dietro gli aumenti dei carburanti vi sarebbero speculazioni da parte dei petrolieri, contro i quali, più simbolicamente che altro, ci si muoverebbe verso un’astensione dai consumi, proclamando una sorta di sciopero bianco nella giornata del prossimo 15 agosto.

    “Gli automobilisti – ha detto il presidente del Codacons Carlo Rienzi – devono dire basta alle intollerabili speculazioni sui prezzi dei carburanti, che si impennano ad ogni esodo facendo uscire milioni di euro in più dalle tasche delle famiglie in viaggio. Per questo invitiamo i cittadini anche a boicottare, nei giorni 13, 14 e 15 agosto, quelle marche di benzina che non ridurranno già da oggi il prezzo alla pompa di almeno 3 centesimi di euro al litro”.

    ”Senza provvedimenti del governo, il rischio è che a Natale gli automobilisti si trovino di fronte ad altri aumenti” dice anche Adiconsum che ha chiesto l’intervento del governo anche sul gasolio da riscaldamento che ”è più caro degli altri Paesi europei”.

    ”Il binomio vacanze-aumento del prezzo dei carburanti non trova giustificazioni con i recenti aumenti del prezzo del petrolio – osserva l’Adiconsum – I carburanti in vendita ora, infatti, sono stati comprati quando il petrolio era a prezzi molto più bassi”.

    A sollecitare un’azione dell’esecutivo è anche l’Aduc. ”I consumatori hanno già risposto diminuendo i consumi. Nella logica della domanda e dell’offerta a una diminuzione della prima dovrebbero diminuire i prezzi.

    Si tratta di incentivare un uso accorto delle fonti energetiche – rimarca l’associazione – in altre parole razionalizzare e risparmiare. In questo senso il governo può intervenire”.

    E, come accennato, sul piede di guerra sono scese altre associazioni come Adusbef e Federconsumatori, oltre quelle citate, che invocano persino l’intervento dell’Antitrust. . ”Anche il presidente dei petrolieri – scrivono in una nota – quando afferma che presto i prezzi delle benzine torneranno nella normalità (magari fino al prossimo esodo), conferma un’odiosa, seriale, ricorrente speculazione (che Antitrust e Procure della Repubblica, farebbero bene ad approfondire), che da almeno 5 anni si concretizza e raggiunge il massimo apicale proprio durante gli esodi estivi, invernali, natalizi e pasquali a danno delle depredate e saccheggiate famiglie italiane costrette a versare 150-200 euro in più l’anno pro-capite, ai già pingui e favolosi utili delle imprese, che agendo nel libero arbitrio dei prezzi non vedono mai crisi”.

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