Caro carburanti: petrolio giù, benzina su

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    Benzina

    Ma come è possibile che, a fronte di un innalzamento del costo al barile del petrolio palesatosi mesi fa, quando aveva superato i 180 dollari al barile e successivo inabissamento del greggio, oggi a meno di 100 dollari al barile, siamo rimasti con il costo dei carburanti alla pompa altissimo, come avvenne quando schizzò per effetto dell?aumento del petrolio; se lo chiedono anche Federconsumatori che ha rivolto la domanda all?Unione Petrolifera, anche sollecitata in questo dall?aumento degli alimentari a causa dell?innalzamento dei prezzi dei carburanti in agricoltura come si affretta a sottolineare la Coldiretti.

    Così tuona Federconsumatori:”Con il petrolio che si sta avvicinando a 100 dollari al barile, sarebbe logico aspettarsi una diminuzione dei prezzi dei carburanti, che dovrebbero attestarsi ben al di sotto di 1,40 euro al litro – afferma l’associazione – Attualmente invece, così come è accaduto la scorsa settimana, di tali diminuzioni non vi è stata neanche l’ombra, anzi, i prezzi sono vergognosamente aumentati, attestandosi intorno a 1,47- 1,48 euro al litro, con un sovrapprezzo di 7-8 centesimi al litro”. A farne le spese, afferma Federconsumatori, sono dunque i cittadini che subiranno ricadute pari a circa 84 euro annui.

    Ecco la laconica risposta dell?Unione Petrolifera: “Sarebbe interessante capire su quali basi e con quali criteri Federconsumatori afferma che oggi sulla benzina esisterebbe un sovrapprezzo di 7-8 centesimi euro/litro – ha commentato UP – Dal 1° agosto ad oggi, infatti, il prezzo industriale della benzina si è mosso coerentemente con la discesa delle quotazioni del prodotto raffinato rilevate dal Platts e che nello stesso periodo lo stacco con la media europea si è praticamente dimezzato”. UP afferma inoltre che nelle quotazioni del greggio va considerato anche “l’apprezzamento del dollaro nei confronti dell’euro che, rispetto ai valori di aprile, può essere stimato in 4 centesimi euro/litro”.

    Insomma, per i petrolieri tutto va nel verso giusto, sarà, ma allora a chi credere? Forse converrebbe dare credito alle parole della Coldiretti che avvertono che stante i prezzi dei carburanti alle stelle come è ovvio che sia, soprattutto in una nazione che muove le proprie merci su e giù per la nazione su gomma, per la maggior parte, il costo del gasolio per i tir inciderà sul costo della frutta e verdura, solo per citare due beni di prima necessita, in ragione del 30% sul prezzo di vendita al pubblico di questi prodotti ed inoltre va anche tenuto presente che, “i costi di produzione per le imprese agricole sono sempre alti e insostenibili” nonostante la discesa del prezzo del petrolio. Ad allarmare le imprese agricole, commenta la Cia, è la crescita dei costi di produzione: concimi, mangimi, prodotti energetici.

    E se il ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta dichiara su La7 che “non ci può essere asimmetria temporale tra aumenti e riduzioni della materia prima e del prezzo finale: qualsiasi giustificazione è un imbroglio”, Federconsumatori e Adusbef rilanciano: “Ora aspettiamo un immediato intervento da parte del Governo. Si metta fine, una volta per tutte, a questa “asimmetria”, che danneggia sempre i cittadini”. La richiesta? Controllare e sanzionare la “doppia velocità di adeguamento” dei prezzi dei carburanti, azzerare il differenziale fra costo industriale dei carburanti in Italia e in Europa e liberalizzare la distribuzione.