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Cellulare alla guida: quanti punti, legge, multe e pericoli legati allo smartphone

Cellulare alla guida: quanti punti, legge, multe e pericoli legati allo smartphone

    cellulare alla guida

    L’uso del telefono cellulare durante la guida è pericoloso. Tutti lo sanno ma molti fanno finta di non saperlo. Perché è pericoloso? Cosa può accadere quando lo si usa guidando? Cosa dicono le leggi? Leggiamo questa piccola guida, scoprendo quanti punti si perdono, le leggi, multe e pericoli dovuti all’uso dello smartphone alle guida.

    Cominciamo dalle norme. L’uso di apparecchi radiotelefonici, così sono chiamati gli smartphone nel linguaggio burocratico, è disciplinato dall’articolo 173 del Codice della strada che, ricordiamolo per i più distratti, è una legge dello Stato (indicata come decreto legislativo numero 285 del 30 aprile 1992). Nella forma attuale del Codice, dopo i vari aggiornamenti intervenuti negli anni, al comma (paragrafo) 2 si legge: “È vietato al conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di usare cuffie sonore, fatta eccezione per i conducenti dei veicoli delle Forze armate e dei Corpi di cui all’articolo 138, comma 11, e di polizia. È consentito l’uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare purché il conducente abbia adeguate capacità uditive ad entrambe le orecchie (che non richiedono per il loro funzionamento l’uso delle mani)“. Abbastanza chiaro, no?

    Ci sono delle multe per chi viola questa legge. Lo specifica il comma 3-bis: “Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 2 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 160 a euro 646. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi, qualora lo stesso soggetto compia un’ulteriore violazione nel corso di un biennio“.

    Non basta. L’articolo 126-bis del Codice ha istituito la patente a punti. Ricordate? Tutti abbiamo a disposizione 20 punti, che scendono se commettiamo alcuni infrazioni ritenute particolarmente gravi. Quando finiamo i punti ci sospendono la patente. Ora, la tabella allegata a questo articolo dice che per le violazioni all’articolo 173, quindi l’uso del telefono, vengono anche tolti 5 punti dalla patente. Sono tanti.

    Quante storie, con una mano uso il telefono, parlo e mando messaggi sui social network. Con l’altra tengo il volante. Che problema c’è? Ci si distrae, ecco il problema; e quando si guida distratti si fanno incidenti. Osserviamo alcuni numeri ricavati da complessi studi scientifici e ricerche statistiche. Prima un dato raccolto da Istat e Aci: la distrazione è diventata la prima causa accertata di incidente stradale legato al comportamento del conducente. Sui dati riferiti al 2014, la guida distratta incide per il 16,9% dei casi, la mancata precedenza o passaggio col rosso per il 15,8% e la velocità eccessiva per l’11,2%. Cosa succede quando si telefona (o si inviano e leggono messaggi) guidando? I tempi di reazione si riducono del 50%: significa che abbiamo a disposizione la metà del tempo necessario per reagire di fronte ad un evento inaspettato (come qualcuno davanti che frena o qualcuno che vi attraversa all’improvviso la strada). Alla velocità di 110 Km/h, quindi quando crediamo di andare piano in autostrada, chi parla al cellulare percorre 14 metri in più prima di fermarsi. Per leggere un messaggio su WhatsApp servono mediamente 8 secondi. A 50 Km/h in 8 secondi si percorrono 100 metri; in quei 100 metri non stiamo guardando la strada, è come se guidassimo con gli occhi chiusi; in quei 100 metri possiamo agevolmente tamponare un camion, investire un pedone, andare dritti in una curva e quindi fare un incidente frontale, schiantarci contro un palo, contro un muro, eccetera eccetera. Figuriamoci poi se volessimo scrivere, quanto altro tempo servirebbe. Il peggio del peggio è l’ultima, stupidissima moda di farsi i “selfie” mentre si guida. E’ stato calcolato che questa operazione richiede circa 14 secondi. A 50 Km/h significa percorrere ciechi quasi 195 metri. Folle, assolutamente folle.

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