Chery e Better Place: accordo Cina-Usa per l’auto elettrica

Chery e Better Place: accordo Cina-Usa per l’auto elettrica

La casa automobilistica cinese Chery ha deciso di attuare un accordo con la casa americana di batterie per auto Better Place

da in Auto 2010, Auto Elettriche, Chery, Impianto Elettrico, Salone di Pechino 2016
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    Chery A1

    Il Salone di Pechino è un punto di partenza per il governo della Repubblica Popolare Cinese. Lo è per il semplice fatto che si è deciso di investire enormi capitali nel settore delle auto elettriche, in quanto vi sono numerosi fattori che inducono allo sviluppo di tale settore: in primo luogo, l’enorme inquinamento atmosferico che sta attanagliando quel Paese; poi la dipendenza della Cina dal petrolio, che ammonta ad un buon 65% di forniture. Conti alla mano, dunque, la Cina decide di puntare sulla produzione di auto elettriche e comincia stipulare accordi con le case produttrici di batterie, dal momento che non possiede la tecnologia adatta.

    Ecco perché la Chery, casa automobilistica cinese, ha siglato un accordo con l’americana Better Place, per la creazione di alcuni progetti che riguardano l’auto elettrica. Le due case hanno in mente di creare, nel più breve tempo possibile, un prototipo elettrico che dia emissioni nocive zero, ma non solo.

    Pensando al fatto che la ricarica della batteria richiede del tempo, hanno pensato a creare stazioni di servizio dove si potrà effettuare il cambio rapido delle batteria.

    Tutto ciò, per implementare dei progetti pilota insieme col governo cinese e per entrare in quello che, ormai, diventerà il primo mercato automobilistico del mondo. Lo studio di fattibilità, portato avanti da molte case mondiali, ha evidenziato che la Cina, adesso, possiede solo il 2,7%  del mercato mondiale del settore elettrico, ma che potrà arrivare anche a superare il 35% nel 2020, staccando anche Paesi come Giappone e Stati Uniti.

    La Chery, dunque, si lancia anche in questo settore, dopo avere aumentato la sua produzione di componentistica, grazie anche ad accordi commerciali con case costruttrici estere, tra cui vale la pena ricordare l’italiana  Dr ed una joint-venture con la Fiat. La casa torinese, infatti, fornisce ai cinesi motori a benzina di 1.6 cc e di 1.8 cc. Il vastissimo mercato cinese, dunque, attira tutte le marche mondiali di auto e di componentistica, per sviluppare un settore come quello dell’auto elettrica, campo vastissimo che, in futuro, potrebbe portare enormi guadagni per tutti.

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