Chrysler torna ad assumere

La Chrysler dimostra di uscire dalla crisi finanziaria e torna ad assumere operai, ingegneri e consulenti

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    Chrysler torna ad assumere

    Chrysler segna un momento positivo importante dimostrando che sta uscendo dalla crisi. Il dato emerge dal fatto che la casa d’auto di Detroit comincia ad assumere non solo la manodopera metalmeccanica, ma anche ingegneri e consulenti in genere. Insomma, una netta inversione di tendenza verso la riconquista di fette di mercato. Tutta la dirigenza del marchio Chrysler fa quadrato attorno al suo management, ritrovandosi insieme al presidente degli USA Barack Obama all’interno dello stabilimento di Kokomo, nell’Indiana.

    Tutti insieme, dirigenti, lavoratori e Presidente americano si sono detti felicemente stupiti di un dato positivo di questa portata, grazie anche agli aiuti governativi che hanno dato la possibilità di rimanere a galla nei momenti più bui. Senza ombra di dubbio, dietro la risalita della Chrysler non c’è solo il fortissimo aiuto economico del Congresso, nella persona del presidente Obama, ma anche un’oculata programmazione e la giusta compartecipazione di un marchio forte e tecnologico come quello Fiat.

    Da quando è entrata in gioco accanto a Chrysler, infatti, il marchio della stella a cinque punte ha cambiato direzione di marcia. Si è allontanato sempre di più dai bassifondi delle vendite, ha rinverdito i propri modelli in USA ed ha dimostrato di avere una capacità di programmarne degli altri. C’è lo zampino del Lingotto e di Marchionne, in particolare.

    Infatti, poco tempo fa, l’amministratore delegato del gruppo industriale torinese aveva indicato che, nel prossimo futuro, saranno tanti i nuovi modelli che appariranno sulla scena internazionale col marchio Fiat e Chrysler.